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Visualizzazione dei post da Marzo, 2011

LE BURKINA SE RECHAUFE

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Continuano le proteste da parte dei militari in Burkina. Giorni fa la città di Fada è stata teatro di una accesa manifestazione da parte dei militari. Il motivo è, ancora una volta, la condanna di un militare accusato di stupro di una quattordicenne, condanna ritenuta ingiusta da parte dei commilitoni. Quando parlo di manifestazioni accese intendo soldati che escono in strada sparando in aria e che saccheggiano negozi. Ieri l'altro notte a Ouaga hanno saccheggiato anche la casa del sindaco che a quando pare è stato ricoverato per qualche costola rotta. Ieri pomeriggio il presidente è finalmente uscito a parlare della situazione del paese, ma non ha detto sostanzialmente niente. Il governo si impegna a risarcire i commercianti che hanno visto i loro negozi saccheggiati, e a parlare con tutte le parti sociali per trovare un accordo e blah blah...
Intanto a partire da ieri notte coprifuoco dalle nove di sera alle sei di mattina su tutto il territorio nazionale.
Prima gli studenti, p…

L'ONDA

Sono tornata ieri da un brevissimo giro a Nouna, un villaggio a ovest del paese, dove siamo andata per controllare l'avanzamento dei lavori di un orfanotrofio. La mattina mentre andavamo a far colazione, Jonas, il responsabile che era con me, mi ha detto che a Ouaga nella notte c'erano stati dei disordini, i militari erano in rivolta, durante la notte si sono sentiti spari. Nnel corso della mattinata sono arrivate altre notizie che spiegavano i motivi della rivolta. Ssi era trattato di un'affare di donne: qualche giorno fa infatti un militare ha sorpreso la moglie con un civile; con l'aiuto di alcuni commilitoni lo ha picchiato, spogliato e costretto a tornare a casa nudo. Il civile ha presentato denuncia, il marito tradito è stato condannato a 15 mesi di prigione, i commilitoni a 12, con conseguente radiazione dall'esercito. I compagni dei soldati quindi hanno protestato per la severità della pena. Hanno aperto i depositi delle armi (per questo ieri si è anche par…

À LA UNE

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La situazione a quanto pare è seria, e se in questi giorni non ne ho scritto è perchè non riesco a saperne molto, inoltre abito in un quartiere periferico, dove a volte ci si dimentica di quello che succede in città.
Dunque gli studenti sono ancora in rivolta, questa volta hanno indetto loro uno sciopero imponendo a tutte le scuole di chiudere, poi è stata la volta del governo di chiudere tutte le scuole mandandole in vacanze anticipate. C'è stata una manifestazione a Ouaga che è degenerata in scontro con la polizia; ogni tanto gli studenti incendiamo qualcosa, pneumatici, edifici, soprattutto stazioni di polizia, e non passa giorno senza la notizia di uno scontro. Il 14 marzo il governo ha preso la decisione di chiudere la cité universitaire e tutte le attività sociali, come la mensa e le borse di studio, e ha dato 2 ore di tempo agli studenti per sgombrare. Ovviamente ci sono stati scontri abbastanza accesi con la polizia andata a accertarsi dello sgombero, ma alla fine gli stu…

SHOPPING A OUAGA

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prima di partire mi avevano detto che a ouaga si trova di tutto, ed è vero.
ma non mi avevano specificato il come.
non parlo di souvenir da viaggio, ma di cose che possono servire per la vita di tutti i giorni.
cominciamo con la chiavetta per la connessione. mi dicono che quella che funziona meglio è quella di airtel. bene, andiamo da airtel. dopo essermi in qualche modo salvata dall'assalto alla diligenza in stile far west appena arrivata in motorino di ragazzi che cercano di venderti telefoni, schede, cinture, occhiali, orologi o altro, entriamo per chiedere informazioni. le chiavette sono finite da natale. la prima volta che sono passata eravamo alla fine di gennaio, ci sono tornata a metà febbraio e ancora niente*. poi ho deciso di andare da telecel.
un mesetto fa la rimbambita che scrive ha dimenticato di chiudere bene il contenitore delle lenti a contatto, con il risultato che la signora delle pulizie per fare pulizia ha perso una lente. così imparo a non avvitare per bene…

QUANDO MENO TE LO ASPETTI

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A volte arrivano così, inaspettate, botte di malinconia che ti lasciano un pò interdetta, perchè ti piace il posto in cui ti trovi e non hai proprio la minima intenzione di tornartene a casa. Eppure arriva. E non ci fai niente, puoi solo aspettare che passi. Ti ci crogioli anche un pò dentro.
Ecco, questa sera è una sera di quelle. Merito dello scarso repertorio musicale che mi sono portata dietro e di queste serata afose che mi costringono a chiudermi in camera con l'aria condizionata a spippolare sul computer. Mi è venuta voglia di una passeggiata estiva a Trastevere, di un tramonto sul mare delle Ghiaie, di un aperitivo con gli amici dopo una giornata all'università, di rientrare in casa la sera e di muovermi al buio tra le ombre familiari dei mobili dell'ingresso.
Per stasera va così e mi lascio cullare da questa malinconia, da domani si torna a guardare avanti.

RIECCOMI

Nelle ultimi tempi ho un pò latitato, per cause di forza maggiore, ovvero problemi con la connessione (così imparo a prestare il computer a chiunque abbia una chiavetta infetta da mille virus!) e una infezione intestinale (così imparo a mangiare e bere qualunque cosa mi venga offerta!). Cosa vi siete persi nel frattempo?
Allora, il Fespaco è finito. Film non ne ho visti, solo un paio di documetari (pallosissimi), in compenso sono stata in Place de la Republique, alla Maison du Peuple e alla sede del Fespaco, tutto pieno di bancarelle che vendono oggetti di qualunque tipo, roba da mangiare (buonissima!!) e spettacoli di vario genere. Una specie di festa dell'unità insomma, ma molto più calda, caotica e festosa. Gli attori giravano in mezzo alla gente, riconoscibili (per me, i burkinabé ovviamente li riconoscono subito) per un cartellino della sicurezza appeso al collo, ma non ho viso scene di fan impazziti, ogni tanto qualcuno li fermava per farsi fare una foto e per stringere la m…

ITALICI IMBECILLI

Oltre ai portatori di Rolex, importiamo un altro esemplare di italico imbecille (fortunatmente non solo italico, e fortunatamente non importiamo solo imbecilli). Sono uomini sulla sessantina, in genere con un pò di trippa e stempiati, gioviali con tutti, quasi sempre sposati e con figli a casa. Questo esemplare è di solito al decimo viaggio in Burkina, per ragioni umanitarie ovviamente, ma non disdegna, durante questi soggiorni, di trascorrere una decina di giorni con la "moglie burkinabé". Si tratta di donne che hanno in media una trentina d'anni, spesso con un figlio a carico, che si spupazzano l'italico maschio durante il suo soggiorno in Africa, in cambio di una lauta mancia finale, e in molti casi anche di una serie di assegni annuali.
Ora, chiamatela come vi pare, per me questa è prostituzione. E il fatto che queste donne non lo facciano di mestiere, non cambia la cosa.
Nei ristoranti per occidentali di Ouaga se ne vedono a decine di queste coppia miste, o di…

VACANZE ANTICIPATE

La notizia è che, da lunedì scorso, tutte le scuole (TUTTE, di ogni ordine e grado) del Burkina Faso sono state chiuse, e che continuano le proteste degli studenti, che a Léo hanno incendiato la centrale di polizia. Ma sulla prima pagina del giornale locale c'era la rimessa in funzione del nastro trasporta-bagagli all'aeuroporto.
Ma cominciamo dal principio. Il 20 febbraio muore all'ospedale di Koudougou (a 100 km da Ouaga) lo studente universitario Justin Zongo. Sul certificato di morte si legge che il giovane era stato ricoverato per una meningite fulminante, ma i genitori ed alcuni amici sostengono che il ragazzo sia morto a seguito delle percosse subite presso il commissariato di polizia di Koudougou. Il giovane era stato interrogato in merito ad uno schiaffo dato a una compagna di corso; si dà il caso che questa ragazza sia figlia del comandante della polizia.
Il 22 febbraio scoppia la protesta tra gli studenti universitari, che chiedono giustizia contro questo abus…