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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2011

NATALE IN TRANSITO

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Natale in trasferta per me e la mutter. Domani caricheremo scope e ramazze sul treno (non che un numero di regali esiguo soprattutto per costo ma voluminoso quando a ingombro) e andremo a Roma dalla sister. Ci aspettano infinite scarpinate su e giù per i colli della capitale, qualche mostra (suggerimenti?), un pò di parentame e cibo a volontà. Quindi ... buone magnate a tutti!

IL QUESTIONARIO DI PROUST

Il questionario di Proust si chiama così non perché lo ha inventato Proust ma perché lui lo ha reso famoso. Me lo sono trovato davanti per caso e ho provato a rispondere. Ed ho scoperto di non sapere tante cose di me, alcune risposte me le sono dovuta andare a scavare dentro, alcune risposte sono banali e superficiali, ad alcune risposte non ho proprio trovato risposta. Provateci anche voi.
Il tratto principale del mio carattere. Un misto inestricabile di durezza e tolleranza. Ma andrebbe chiesto a chi mi sta intorno. La qualità che desidero in un uomo.  L’onesta, per prima cosa verso se stessi. La qualità che preferisco in una donna.  L’onesta, per prima cosa verso se stessi. Quel che apprezzo di più nei miei amici. La lealtà. Il mio principale difetto. La pigrizia e la superficialità che ne deriva. La mia occupazione preferita. Parlare. Forse non è la preferita ma è sicuramente quella che pratico maggiormente. Il mio sogno di felicità. Una mansarda con le pareti ricoperte di libri e il soffitto …

VANGELI E TATTOO

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Siamo in crisi nera tutti, si sa, e anche il mercato delle ripetizioni (tanto amate dagli insegnanti, disoccupati o no) langue. Da agosto pubblico annunci per le ripetizioni e attacco foglietti ovunque ma chiamate zero.  Finalmente la settimana scorsa mi telefona un ragazzo. Mi dice che ha problemi con una versione di greco. Ok, vieni domani alle 5 e già mi preparavo alla nuova magra ma comunque vitale entrata.  Il ragazzo arriva, con tanto di cicchino in bocca, motorino smarmittato, mezza cresta e pantalone sbracato con vari campanacci attaccati. Lo faccio entrare e noto subito che gli manca quell'aria un pò sottomessa che caratterizza tutti gli studenti di fronte a un insegnante sconosciuto. Si siede e mi fa "Devo tradurre una frase dall'italiano al greco, che me la voglio far tatuare sul braccio". Con l'arabo era stato più facile, mi racconta, aveva fermato un marocchino che gliela aveva tradotta al volo (e mi mostra fiero il foglio con uno scarabocchio che, per…