mercoledì 27 aprile 2011

perchè ferme non ci sappiamo stare

Malta. Albergo bello, ma connessione lenta. Mi sembra di essere l'altra sorella quando stava in Burkina. Cmq abbiamo mantenuto almeno metà dalla promessa: sotto lo stesso tetto ci siamo state poco, in compenso siamo sotto lo stesso cielo...(bello quando mi sento poetica:) ). L'altra metà dalla promessa, ovvero che tornavo a Londra, era una finta. Da un giorno all'altro mi sono ritrovata a Malta, e domani mi sbatteranno su un set fino alle 3 di notte... ma chi ci ammazza a noi????? Foto non ne ho, mi rifarò nel fine settimana, ma... per tutti coloro che non ci sono mai stati, è un consiglio spassionato, visitate quest'isola perchè lo merita. La prima cosa che salta all'occhio è l'architettura. Lo so che detta così senza postare nemmeno una foto non ha molto senso, ma è bellissima. Una via di mezzo tra architettura Graca, Siciliana ed Araba, file di terrazzi interminabili, palme che sembra di essere a Los Angeles e panna. Il colore dell'isola. Qua e là ci sono alcune case a cui hanno pitturato delle aree rosse.... che senso abbia non ne ho proprio idea. E anche i maltesi sono persone da scoprire. Per fotuna gli autisti sono tutti del luogo, quindi mi capiterà spesso di chiaccherare con loro. La cosa eccezionale è che già in 3 mi hanno detto che fino al mille erano sotto il dominio Arabo. Mi sembrano molto più orgoglio di quello che di quello inglese... Inoltre, lo so che è normale, ma è incredibile come, uno stato così piccolo, abbia mantenuto la sua lingua originaria. Voglio dire, fino a 50 anni fa erano sotto il dominio inglese, ed io, da brava ignorante, pensavo che la loro lingua ufficiale fosse l'inglese. E invece no, è il maltese. Tanto di cappello. Questo ci chiama orgolio nazionale! a vederli così mi par di capire che vivono la vita a modo loro, con la calma necessaria e con la cocciutaggine di veri isolani. Mi piacciono. magari mi faranno diventare matta, perchè a quanto ho capito non corrono come facciamo noi, ma come contraddirli sul loro modo di vivere la vita?
Staremo a vedere le sorprese che quest'isola affascinante ci porterà!

domenica 17 aprile 2011

in giro girando

Eccole qui, le due sorelle sotto lo stesso tetto per la seconda notte di fila. Non fateci l'abitudine, domani si riparte. Io a Roma e lei a San Miniato. Lei è arrivata, in crisi e preoccupata, perchè a Ouaga le cose si stanno mettendo male ed ora non è come parlare di un posto che non conosci, adesso là ci sono persone che l'hanno accolta, che l'hanno fatta sentire a casa, persone che non sono più persone, ma amici. Ed è una cosa ben diversa. Pare che questa nostalgia, il magone allo stomaco, è proporzionale al tempo che ci trascorri. Il che vale a dire che per i prossimi 6 mesi continuerò a vedermela davanti con quell'occhio spento, che si illumina solamente quando parla del Burkina, di come vanno le cose lì, di che cosa possiamo fare per rimediare, come è possibile aiutare. Mi ci vuole portare, e questo vorrà dire che dovrò fare un ciclo di sedute di training autogeno per sopportare la vista del "mostro". E chi ha già letto questo Blog sa di che cosa parlo. Mia madre si ammazza dalle risate, quando non ci guarda preoccupata e si chiede se ci rivedrà prima delle vacanze di Natale. Sono solo 4 giorni che sono arrivata in Italia e domani andrò a Roma, come dicevo, e per la prima volta in 10 anni non salto dalla gioia all'idea di fare questo viaggetto in treno. Fino ad ottobre scorso era tutto diverso, non chiedetemi che cosa è cambiato. Forse il rendermi conto che, per quanto amata, la mia patria oggi non può darmi quello che cerco? forse perchè il fatto che alla biglietteria ferroviaria dell'aeroporto di Pisa fanno i biglietti solo se li paghi in contanti?o perchè ci sono 2 treni all'ora, uno per Firenze ed uno per Pisa? o perchè l'autista dell'autobus passa invariabilemnte tutto il suo tempo al telefono senza auricolare? abituata a Londra, tutti potete capire la mia frustrazione. Sono abituata a pagare £1 di pop-corn al cinema con la carta di credito... E poi gli amici naturalmente. Sono anche loro che ti fanno sentire casa come casa, no? Amo troppo l'Italia per denigrarla, quindi spero che Roma mi si presenti con tutto il suo splendore e che mi faccia innamorare nuovamente di lei...

lunedì 11 aprile 2011

VOLEVO

volevo scrivere il bilancio di questi tre mesi in burkina. volevo scrivere un post un pò personale, per capire in cosa mi hanno cambiato, e in cosa non sono riusciti a cambiarmi. volevo scrivere un post un pò serio per fare il punto della situazione, per confrontare quello che pensavo del burkina e dell'africa ingenerale prima di venire e quello che ne penso adesso. volevo scrivere un post per decidere cosa portarmi dietro da questa esperienza, cosa invece lasciare qua, e vedere se c'era qualcosa che magari mi si era attaccato addosso senza che io me ne accorgessi. volevo capire se qua ho trovato quello che cercavo, e soprattutto capire cosa stavo cercando.
volevo.
ma poi insomma, e se non ci fosse niente da capire? e se la cosa importante fosse viversele le esperienze e non starci a rimuginare sopra prima dopo o durante?

la lunga strada verso casa

Eccoci qui, alle prese con il rientro della Co. Chiunque legga penserà: bhè? e a te che te frega? stai a Londra!

Eh no! E qui ti volevo! Dopo una telefonata che avrebbe fatto pena anche ad uno scarafaggio con la gotta, mi ha fatto anticipare il volo di ritorno di una settimana per andarla a prendere! Così, aggiunte 30 simpaticissime sterline al mio economico biglietto, oggi faccio le valigie e mi appropinquo a partire dopodomani. La preparazione per dare degna accoglienza comprenderà: accendere i riscaldamenti a casa (abituata a 40 gradi 20 saranno pochini), fare la spesa sì da darle modo di preparare qualcosa da mangiare (le voglio abbastanza bene dar non cucinare per lei, se anche solo avesse preso tanto sole da essersi bruciata le sinapsi che le ricordano che assaggiare la mia cucina equivale ad un tentato suicidio). Altro? mah, vedremo, al momento non mi viene in mente nulla di basilare. Cmq, il rientro di svilupperà in diverse fasi: Arrivo mio a Pisa 2 giorni prima per preparare il ben venuto, poi lei giovedì notte partirà da Ouaga per sostare, dopo circa 10 ore, a Parigi, dove stapperà la bottiglia per festeggiare il suo compleanno on-air, e la mattina del 15 atterrerà a Firenze/Pisa, in base a che aereo prenderà.....in seguito, doccia, a quanto ho capito sono 3 mesi che è coperta di terra, e poi a cena. la mattina del 16 partiremo per andare a salutare l'Augusta genitrice e farla riconciliare con il caldo italiano.....

giovedì 7 aprile 2011

SCIOPERI

Tra manifestazioni studentesche, chiusure dell'università, scioperi vari e vacanze scolastiche (due settimane dal 23 marzo all'8 aprile di cui ovviamente non ero stata messa al corrente) sono arrivata agli sgoccioli per finire le mie trenta ore di lezione di italiano all'università prima della mia partenza. Oltre a dover fare tra venerdì 8 e giovedì 14 le restanti quattro ore e mezzo più un compito, ciò che mi preme è soprattutto spiegare il passato. Su richiesta degli studenti infatti ho creato un gruppo su fb per parlare con degli studenti italiani, e almeno la conoscenza del passato prossimo è indispensabile per riuscire a instaurare un minimo di comunicazione.
Ho quindi imposto (gentilmente) che mi programmassero 3 ore venerdì (in modo da spiegare tutto il passato prossimo, verbi regolari e irregolari, uso con gli avverbi di tempo, passato dei verbi modali e dei verbi riflessivi. E'tanto da fare in una volta sola, ma che ci devo fare? E comunque sono avvantaggiati dal fatto che è molto simile al francese), un'ora e mezzo lunedì per ripassare tutto, e mercoledì il compito da correggersi poi nella notte tra mercoledì e giovedì in modo da riconsegnarlo giovedì prima di partire. Ho preparato una lezione perfetta per venerdì che se la vedesse la mia insegnante del DITALS mi farebbe un monumento, il ripasso per lunedì e il compito per mercoledì in modo che la correzione non mi prenda tre giorni come la volta scorsa.
Oggi mi dicono che venerdì c'è sciopero generale in tutto il burkina. Merde!

PETROLIO E BANANE

In Costa D'Avorio c'è una guerra civile in atto da novembre. Gli scontri iniziati a dopo il rifiuto dell'ex-presidente Laurent Gbagbo di lasciare il posto al neo-eletto Alassane Ouattara stanno ormai arrivando
all'atto finale.  Gbagbo, ormai sconfitto e abbandonato da tutti, rintanato in un bunker della sua residenza a Abidjan, ancora rifiuta di arrendersi. I tentativi di resa diplomatica sono stati fino ad ora inconcludenti e l'unica strada pare essere quella militare.
Da oggi dovrebbero entrare in vigore nuove sanzioni economiche da parte dell'Unione Europea contro il governo illegittimo. Così riportano i giornali italiani (qui e qui).
Un articolo di Le Monde che racconta delle difficolta di alcuni ambasciatori a lasciare la Costa D'Avorio e termina così l'articolo: "Les affrontements à l'arme lourde dans Abidjan ont fait, selon l'ONU, des dizaines de morts et la situation humanitaire est devenue "absolument dramatique", la plupart des hôpitaux ne fonctionnant plus".
Analisti internazionali parlano di massacri perpetrati dalle truppe del neo presidente, ad Abidjan e in altre zone del paese. E comincia il dramma dei rifugiati nei paesi confinanti.
Ovviamente le informazioni che abbiamo in questi casi sono sempre parziali, e non voglio certo fare finta di essere un'esperta, ma che siamo in una situazione di crisi umanitaria mi sembra evidente.
mi viene alla mente allora una domanda: dal momento che abbiamo approvato l'intervento militare in libia (e non dico che abbiamo fatto bene o male, dico solo che l'abbiamo approvato, noi come paesi occidentali), ma che differenza c'è tra i morti libici e quelli ivoriani?
Ah, già: quelli stanno seduti sopra un'enorme serbatoio di petrolio, questi su un carico di banane...

domenica 3 aprile 2011

LEZIONI DI VITA AFRICANA

In questi mesi ho imparato e capito tante cose, e non potevo certo tenermele tutte per me, che egoista sarei stata?! Ecco allora alcune perle indispensabili appositamente selezionate per voi.
Se ti ritrovi nel piatto una cosa che sembra a tutti gli effetti un ... escremento di mucca, beh, potrebbe non esserlo, potrebbe essere un specialità tipica locale a base di miglio o qualcosa di simile. Basta aggiungere un pò di sale e olio e non è neanche male.
Affrontare le proprie paure è possibile. Nel caso specifico si può trovare un modus vivendi con un orribile geco che ti scorrazza per la camera
, si può imparare a vivere in un mondo invaso da orrendi lucertoloni dalla testa rossastra e si può vedere un rospo attraversare la terrazza restando immobili, senza gridare, e trattenendo il respiro (e dal momento che il rospo non è un animale velocissimo, il sospiro di sollievo alla fine è tutt'altro che metaforico).
Il mooré è una lingua difficilissima e forse quando ho dichiarato di volerlo imparare sono stata un filo troppo entusiasta. In tre mesi ho imparato a salutare e a chiedere della salute e della famiglia (o forse del lavoro? non lo so, comunque la risposta è sempre uguale) e a rispondere laafi (bene) o barka (grazie) a qualunque cosa ti dicano, una delle due di solito va bene, e hai il 50% di possibilità di azzaccare la risposta giusta.
Il caldo africano è sopportabile. Ma con l'aria condizionata si sopporta anche meglio.
Si può avere freddo con 35 gradi all'ombra? Sì! Mi è capitato di sentirmi chiedere di spegnare il ventilatore perchè faceva freddo.
Bisogna fare molta attenzione a dove ci si siede quando fa caldo. Se la sedia è di ferro, o peggio di plastica, si suda da morire e può capitare di alzarsi con un simpatico alone sul sedere. Poi spiegateglielo che non vi siete fatti la pipì addosso.
Sempre a proposito di sudore: sapete che si può sudare anche dalle caviglie?
Le zucchine qua non sono fatte tipo i cetrioli, cioè a forma di tubo e verdi, ma ovali e giallastre. E per una che non mangia zucchini per partito preso (cioè la sottoscritta. e no, non c'è una ragione vera, è solo che a 4 anni ho preso una decisione, e da allora ho sempre tenuto il punto) è duro doverlo scoprire solo DOPO averle mangiate.
La pazienza è la virtù dei forti, mi hanno detto. Se è vero io devo essere davvero fortissima. Perchè quando va via la corrente, l'unica cosa da fare è sedersi all'ombra e aspettare che torni. Magari dalle 9 di mattina alle 4 del pomeriggio.
La connessione lenta ha un vantaggio: è da quasi tre mesi che non riesco a caricare la pagina di un giornale italiano, con tutta la pubblicità e le foto che mettono sono troppo pesati. E non mi dispiace proprio per niente.

Last but not least, ho ridotto drasticamente il mio consumo di alcolici, quando meno nei locali pubblici. E non per un particolare riguardo al fegato (cosa che comunque non guasta, soprattutto dal momento che la profilassi anti malarica ci dà giù pesante), ma alla vescica. Questo dopo aver scoperto, magari alla seconda birra bella fresca, che il bagno del locale è un buco (letteralmente) senza luce e maleodorante (per usare un eufemismo), o che la porta sul retro dà ... direttamente nella strada.