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Visualizzazione dei post da 2014

Ed è davvero un buon Natale!

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Natale in famiglia, con il primo albero di Natale in una casa davvero "nostra", vischio e agrifoglio in ogni angolo, e un delirio di gadget natalizi sparsi per casa.
E questo è il regalo che io e la sister ci siamo fatte...


Ed è solo è l'inizio, perché per chi non lo sapesse la sister di mestiere fa questo, e per l'anno prossimo abbiamo intenzioni molto bellicose...


Il tempo delle mele (cotte)

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Questo non è un blog di cucina, ma è iniziato l'inverno, e con l'inverno ricomincio con la mia versione della mela cotta. La dolce, confortante, mela cotta, che ogni inverno torna insieme alle ciabattone con il pelo e al plaid davanti alla TV.
Servono le mele (rigorosamente della qualità che avete in casa), zucchero di canna, cannella e chiodi di garofano, se volete abbondare anche uvetta e pinoli, se le avete in casa anche pere. 
Mele (e pere) a pezzetti in un pentolino con acqua e zucchero, i chiodi di garofano e le stecche di cannella li metto in uno di quei cestini per il tè così poi li levo più facilmente, l'uvetta se ce l'avete ci sta bene. 
Far cuocere per un pò, in genere il tempo della cena, mentre tutti i profumi della cannella e dei chiodi di garofano si spandono per la cucina.


Se rimane un pò brodoso fate ritirare un pò l'acqua senza la frutta e poi versate il caramello ottenuto sulla frutta. Se proprio volete viziarvi spolverata di cioccolato amaro.  Da…

Il giorno dopo

Il giorno dopo il colpo di stato tutti erano in strada a ripulire i disastri del giorno prima. Che bella lezione di civiltà.

In Burkina Faso dopo la rivoluzione si fa pulizia. Letteralmente. #lwilihttp://t.co/Tv01LjAzho via @BerjaBonapic.twitter.com/VcRGdah8PG
— Donata Columbro (@dontyna) 1 Novembre 2014 Ma mentre la gente gioiva in strada della libertà ritrovata cominciava il dopo: un potere che per 27 anni è stato nelle mani di uno solo è ora difficile da riassegnare, le manifestazioni non sono ancora finite e la storia è ancora tutta da scrivere.

God bless Burkina

In Burkina ormai il dado è stato tratto. In mezzo alla confusione più totale Blaise ha mollato e ora chissà. E sono due giorni che seguo le news e ascolto una radio del Burkina e mando messaggi a tutti i miei amici di Ouaga, attendendo invano risposte che non arrivano perché le linee telefoniche saranno congestionate e quindi non serve neanche preoccuparsi. Inoltre 4 volontari, 4 amici, sono chissà dove, spero lontani dalla capitale, e spero che riusciranno a rientrare o a restare dove sono, ma sani e salvi.

E finalmente un'amica su Facebook (santa tecnologia, chi dice che si stava meglio quando si stava peggio e se la prende con i social, è un ignorante) mi dice che ora la situazione è più calma e poi scompare nell'etere.
E leggo commenti di felicità e orgoglio, per essersi finalmente sbarazzati di un Presidente rieletto "democraticamente" da 27 anni, per la libertà ritrovata.
Ma io penso al mio Burkina, quello che forse ho idealizzato, e penso a tutti i problemi ch…

Ouaga: un milione di persone in piazza contro il presidente

Non che non me lo aspettassi, sin dalla prima volta che andai in Burkina ho sentito parlare del possibile referendum per permettere a Blaise di ricandidarsi al termine del suo ultimo mandato. E qualche mese fa un amico del Burkina mi aveva parlato della sua preoccupazione, perché il Presidente non pareva intenzionato a mollare, appoggiato dalla Francia, nonostante il malcontento della gente. Poi la settimana scorsa degli amici di Ouaga mi hanno aggiunto in un gruppo su whatsapp chiamato Patriotisme, e tra partite di calcio e  battute goliardiche, condividono il loro malcontento per la situazione nel loro paese.
Migliaia di persone manifestano contro il governo in Burkina Faso. http://t.co/Xkdjo4ioUApic.twitter.com/6JXfpBTBjm
— Internazionale (@Internazionale) 28 Ottobre 2014 E poi ieri tutti i social, addirittura i nostri giornali nazionali, si sono riempiti di queste immagini, e se da un lato guardando alcuni video pare di essere a una festa di paese, con la musica di sottofondo e ge…

Back To Malta

Cosa posso dire sull'argomento? Sono così contenta che a volte mi manca il fiato, così come adesso mi mancano le parole.
Forse perchè su un'isola ci sono nata e cresciuta, ed avere la possibilità di fare il lavoro che amo in un posto che mi è consono mi entusiasma?
Forse perchè qui si sono realizzati alcuni dei miei sogni più irrealizzabili? Sono dovuta venire fino a Malta per trovare l'amore, quando a Roma era solo dietro l'angolo. Qui sto facendo il lavoro che amo come amo farlo, in modo grandioso. A Roma non me lo hanno mai permesso. E dico tutto questo quando Roma è la mia città e la mia casa, a Roma ho lasciato il cuore 12 anni fa, e mai più lo ritroverò. Forse è appallottolato sotto un capitello dei Fori Imperiali, o nascosto in un pertugio tra gli archi del Colosseo, o magari solo dietro quella serratura che apre le porte al Vaticano.
Ma Malta è così, o la ami o la odi. Bella da togliere il fiato, quel fiato che spendi per chiederti come mai non viene curata abb…

Se chiudo gli occhi ho ancora 10 anni, porto gli occhiali e sto rileggendo Piccole donne per la dodicesima volta

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La lista chiamò e non potei sottrarmi.
Faccio però una premessa: fino alla fine delle medie sono stata una lettrice onnivora e compulsiva, ancora oggi mia sorella mi rinfaccia i pomeriggi passati in solitudine mentre io leggevo e rileggevo, libri nuovi e vecchi. Da quando aprivo gli occhi il libro mi seguiva a fare colazione, incastrato tra la marmellata e lo zucchero, mentre mi lavavo i denti, a scuola, il pomeriggio tra una lezione di pianoforte e una di tedesco, e la sera a letto quando riaccendevo la lampadina sul comodino di nascosto per finire solo quel capitolo.
In quegli anni di libri ne ho letti a centinaia, letti e riletti, fino a consumarne le pagine. E ogni tanto li ritrovo in qualche scaffale di soffitta, li apro e li sfoglio e mi sembra di tornare a quei pomeriggi infiniti.

1. Matilde di Roald Dahl. Penso di averlo letto almeno 10 volte. Non so se è davvero il primo libro che ho letto o se mi sono creata nella mia testa una storia, di me che inizio a leggere prestissimo …

Alzi la mano chi non ha mai sognato di andare su un'isola disabitata

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Questo è un post che avevo in bozza da più di un anno, e finalmente mi decido a rileggerlo e pubblicarlo.

Pianosa è sempre stata per me, bambina negli anni 80, una meta praticamente irraggiungibile, sede di un carcere di massima sicurezza, se mai l'ho immaginato l'ho più pensata più come a una specie di Alcatraz.
E invece al carcere di massima sicurezza un bel giorno arriva l'ordine di chiudere, mettete via tutto, impacchettate quello che vi serve, perché fra pochi mese vi veniamo a prendere, carcerati, secondini e Pianosini, gli abitanti del piccolo borgo, che a Pianosa ci erano nati e vissuti.
L'isola viene abbandonata e rinasce ad una nuova vita, una vita strana, perché diventa parte del Parco e come tale super tutelata, diventa deserta, perché in realtà a nessuno è permesso abitarci, tranne a qualche detenuto e secondino (non mi chiedete perché, non l'ho capito, saranno 6 o 7 persone in totale), diventa meta turistica, con un traghetto al giorno che porta gli i…

Outing

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Io piego la carta. Mentre guardo la televisione, mentre sono in macchina, ogni volta che non ho le mani impegnate a fare altro io piego la carta in modo compulsivo, precisissimo, creando griglie piccolissime che poi ripiego su se stesse creando cose che non hanno nessun senso. Piego tutto, scontrini, biglietti di treni e autobus, le tovagliette di carta dei ristoranti, le etichette delle bottiglie.
Non sono origami, è solo carta piegata.


Se dovessi dire il cibo che preferisco di più in assoluto? Fagiolini olio e limone.

Ho veramente schifo di anfibi, rettili, e altri animali che hanno la pelle ... così, insomma l'avete capito. Non è che li voglio uccidere, liberissimi di vivere ... lontani da me, immersi nel loro habitat naturale, che sicuramente non è un parcheggio asfaltato, il pianerottolo di casa o il parabrezza della macchina*. Se mi trovo un rospo davanti, io scappo. Proprio così, mi giro e scappo.
*Mi è successo, giuro. Un serpente si stava arrampicando sul parabrezza della…

Diario di un trasloco

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E alla fine ci sono ritornata al paesello.
In realtà non me ne ero mai veramente andata, e alla fine con Pier abbiamo deciso che pagare un affitto (seppur più vicino al lavoro) e avere una casa vuota (a mezz'ora dal lavoro, e che sarà mai??) non aveva davvero senso.
Una volta comunicata la decisione al padrone di casa ci siamo presi i nostri sei mesi per organizzare il trasloco. Lo so che tutti quelli che traslocano considerano il proprio trasloco il peggiore in assoluto, ma sei mesi per traslocare 55 metri quadri di casa più garage non è male.
I primi mesi li abbiamo passati a svuotare la casa "nuova", che nuova non è, perché è la casa degli antenati, in un cassetto ho trovato l'atto di vendita, vergato a mano con il pennino, datato 1894. E quel che è peggio è che dopo la morte della bisnonna negli anni 70 la casa è rimasta una specie di mausoleo di famiglia, con cassetti pieni di lettere, vecchi quaderni, vestiti e cappelli antichi e altre cianfrusaglie varie. Tut…

Mal d'Africa

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Da qualche giorno sono immersa nel Burkina dalla testa ai piedi, per scrivere un progetto.
Frugo il web alla ricerca di numeri e dati per il progetto, scrivo, correggo e riscrivo; attraverso i numeri filtrano sensazioni, ricordi di strette di mano forti come la roccia, di volti scavati dall'harmattan, di polvere e caldo, di risate incontenibili e sorrisi degli occhi. E poi chiacchiere, quante chiacchiere all'ombra di una patane...
Eccolo qua il mio mal d'Africa.







Bip bip

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Vite scandite dai bip.
Bip del tipo "piripi" della sveglia mattutina che faccio suonare ogni cinque minuti per almeno 3-4 volte ogni mattina (mi godo il piacere masochistico di svegliarmi presto e pensare di potermi crogiolare altri venti minuti sotto le coperte... ).
Bibip dell'allarme quando esco da casa.
Bip Bip della macchina quando tolgo l'allarme e poi un bip bip più silenzioso perché esco sempre di macchina lasciando le chiavi nel quadro. Poi Bip Bip dell'allarme. Poi arrivo in fondo alla strada, mi chiedo se ho messo l'allarme, torno indietro, lo tolgo e lo rimetto. Bip Bip, Bip Bip.
Bip tintantan dei 3 computer che accendo quando arrivo in ufficio (il mio è uno solo, gli altri due li accendo per solidarietà alle colleghe perché ci mettono 20 minuti ad accendersi).
Bip del tipo drin drin del telefono dell'ufficio e del campanello.
E poi i mille bip bip del telefono: posta (lo so, devo togliermi dalle mailing list ma ogni volta cancello d'istin…

Propositi per l'anno nuovo...

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Da una settimana mangio solo minestrone. Decisione presa dopo aver abbondantemente gozzovigliato durante le feste, per terminare la sera della Befana in cui abbiamo cenato con una ventina di muffin appena sfornati.
Dal momento che non ho né la voglia né il tempo di prepararmi un vero minestrone con vera verdura, compro quello congelato in busta del supermercato. Non l'avevo mai mangiato prima a causa della mia idiosincrasia verso le zucchine, ma mi sono detta: "Decidi: vuoi davvero vivere schiava di questa fissazione contro le zucchine? Sono quasi 30 anni che scruti ogni piatto verde, lo sezioni e analizzi alla ricerca della minima traccia di zucchina, e lo rifiuti al minimo sospetto; 30 anni, da quella prima sera a casa di nonno in cui decisi, come primo atto di autodeterminazione (io, figlia di una madre con una forte personalità), che non avrei mai più mangiato zucchine. Senza un motivo preciso se non la volontà di decidere con la mia testa, fatto all'epoca talmente a…