venerdì 31 ottobre 2014

God bless Burkina

In Burkina ormai il dado è stato tratto. In mezzo alla confusione più totale Blaise ha mollato e ora chissà. E sono due giorni che seguo le news e ascolto una radio del Burkina e mando messaggi a tutti i miei amici di Ouaga, attendendo invano risposte che non arrivano perché le linee telefoniche saranno congestionate e quindi non serve neanche preoccuparsi. Inoltre 4 volontari, 4 amici, sono chissà dove, spero lontani dalla capitale, e spero che riusciranno a rientrare o a restare dove sono, ma sani e salvi.

E finalmente un'amica su Facebook (santa tecnologia, chi dice che si stava meglio quando si stava peggio e se la prende con i social, è un ignorante) mi dice che ora la situazione è più calma e poi scompare nell'etere.
E leggo commenti di felicità e orgoglio, per essersi finalmente sbarazzati di un Presidente rieletto "democraticamente" da 27 anni, per la libertà ritrovata.
Ma io penso al mio Burkina, quello che forse ho idealizzato, e penso a tutti i problemi che ci sono, ai bambini con i loro occhi che ti perseguitano, alle mani dure di uomini e donne, e penso che no, non è giusto, perché per loro non cambierà niente, perché non viene niente di buono da accordi presi chissà dove tra militari e politicanti.

mercoledì 29 ottobre 2014

Ouaga: un milione di persone in piazza contro il presidente

Non che non me lo aspettassi, sin dalla prima volta che andai in Burkina ho sentito parlare del possibile referendum per permettere a Blaise di ricandidarsi al termine del suo ultimo mandato. E qualche mese fa un amico del Burkina mi aveva parlato della sua preoccupazione, perché il Presidente non pareva intenzionato a mollare, appoggiato dalla Francia, nonostante il malcontento della gente. Poi la settimana scorsa degli amici di Ouaga mi hanno aggiunto in un gruppo su whatsapp chiamato Patriotisme, e tra partite di calcio e  battute goliardiche, condividono il loro malcontento per la situazione nel loro paese.
E poi ieri tutti i social, addirittura i nostri giornali nazionali, si sono riempiti di queste immagini, e se da un lato guardando alcuni video pare di essere a una festa di paese, con la musica di sottofondo e gente che balla, dall'altro queste immagini fanno davvero temere in una degenerazione, e la domanda principale resta: che accadrà?

PS: seguendo vari gli account twitter di vari giornalisti, sono arrivata a questo video: il direttore dell'università in cui lavoravo mi portò a questo concerto nel 2011, da qualche parte (mi pare sulla sinistra guardando il palco), in mezzo a quella folla di ragazzi, ci sono pure io, che ballo e canto insieme agli altri.


venerdì 24 ottobre 2014

Back To Malta

Cosa posso dire sull'argomento? Sono così contenta che a volte mi manca il fiato, così come adesso mi mancano le parole.
Forse perchè su un'isola ci sono nata e cresciuta, ed avere la possibilità di fare il lavoro che amo in un posto che mi è consono mi entusiasma?
Forse perchè qui si sono realizzati alcuni dei miei sogni più irrealizzabili? Sono dovuta venire fino a Malta per trovare l'amore, quando a Roma era solo dietro l'angolo. Qui sto facendo il lavoro che amo come amo farlo, in modo grandioso. A Roma non me lo hanno mai permesso. E dico tutto questo quando Roma è la mia città e la mia casa, a Roma ho lasciato il cuore 12 anni fa, e mai più lo ritroverò. Forse è appallottolato sotto un capitello dei Fori Imperiali, o nascosto in un pertugio tra gli archi del Colosseo, o magari solo dietro quella serratura che apre le porte al Vaticano.


Ma Malta è così, o la ami o la odi. Bella da togliere il fiato, quel fiato che spendi per chiederti come mai non viene curata abbastanza, parole che si perdono con il vento che ti schiaffeggia, chiedendoti che domande fai. Sei a Malta, non dire fesserie! E sorridi poi quando ti raccontano della rivalità tra Gozitani e Maltesi, cosa che tenderesti a non prenderla sul serio, ma poi pensi al nostro campanilismo... Proprio io??? Che il mondo mi è crollato in testa quando ho scoperto di avere origini Pisane e non Livornesi? E poi rimani scioccato dalla generosità. Non ho mai visto un Maltese accendersi una sigaretta senza offrirtene prima una. Non importa chi sei, di partenza sei il benvenuto, poi, se ti comporti bene con loro diventi un amico per la pelle, altrimenti guai a te. Così come tutti i popoli del sud, o tutto o niente. E si spaccano in quattro se glielo chiedi per favore, ma li troverai a ridere ed a fare la pausa nei momenti più inaspettati se pretendi che ti ascoltino senza ascoltarli tu per prima. Pretendono rispetto e se lo meritano tutto. Hanno una grande storia e ne vanno orgogliosi.
Non credo che poteri mai abitarci, ma di sicuro ci tornerei 10, 100, 1000 volte.