venerdì 24 luglio 2015

25 ore o poco più a New York.

Praticamente un secondo, lo so bene. Bisogna tornarci per farsi un'idea che abbia un senso.
Ma...
Ma...
Posso dire che la cosa che mi ha colpito più di tutto (anche più dei grattacieli!!) è la puzza??? E' luglio e fa caldo, e sicuramente lo smaltimento di rifiuti di una città così affollata non deve essere una cosa facile. Ma la puzza di spazzatura e di pipì (umana, canina, felina, meglio non indagare) veramente mi ha accompagnato per tutto il tempo.


Ovviamente parlo solo per le zone in cui sono stata, cioè Upper West Side dove avevo l'ostello (e di questo tra poco), pettezzi di Central Park, Times Square e Fifth Avenue e Greenwich Village dove era la conferenza che mi ha portato a New York (e anche di questa parlo tra poco).

Puzza a parte ... WOW! E' proprio come nei film!!


Prima volta a New York e prima volta in un ostello: mi era stato raccomandato e mi sono detta che per una notte andava bene, e comunque era l'unica soluzione accettabile per il mio portafoglio (e comunque letto in camerata da 12 posti a 57 $, che poi diventano 61 con la tessera che devi fare. Senza colazione). Ostello enorme, io ero nella camerata 305!! Pulito, tranquillo, ma ho capito che per questo tipo di viaggi io non sono attrezzata: prima cosa non ho mai le ciabattine da doccia, e poi ho capito l'importanza di questo oggetto:
E poi la conferenza, sui Social Media. Ed è stato un salto nel futuro. Qua davvero WOW!


Tra parentesi, ho partecipato come volontaria, cioè ho aiutato all'inizio con i badge, e mi sono così risparmiata i 175 dollari di biglietto per partecipare! Altamente consigliato se vi interessa il settore (fanno diverse conferenze all'anno in diverse città d'America).

E poi il rientro a Washington con il Megabus.
Quello che non capisco è se lowcost significhi servizio senza confort aggiuntivi o semplicemente servizio di m***a. Perché io capisco ridurre al minimo le spese, ma lasciare centinaia di persone ad aspettare a una fermata dell'autobus sotto il sole per un'ora, per poi comparire magicamente dal nulla e urlare che a causa del traffico l'autobus arriverà tra mezz'ora (traffico a New York alle 6 del pomeriggio: davvero?? non l'avrei mai detto!!) va oltre il "senza confort aggiuntivi". Personalmente ci aggiungo anche il fatto che non ho cenato, e che durante l'attesa mi sono distrutta una spalla tenendo la borsa (per 25 ore non porti la valigia, ma infili pigiama e spazzolino in borsa, e alla fine pesa, non si sa come ma PESA) perché a terra veramente non si poteva posare.

Ma se non vi rompono i ritardi, il Megabus è davvero low cost: 40 $ A/R DC New York, invece degli oltre 200 del treno.

Come prima impressione non è del tutto positiva, ma c'è tempo per cambiare idea, prometto!
See you soon New York!


venerdì 17 luglio 2015

America!

Sono a Washington da tre settimane, e la sensazione di essere un bambino in un negozio di caramelle sta piano piano diventando un'abitudine.

Qualche giorno fa andando in ufficio ho notato questi:

Ce ne sono praticamente ad ogni portone, servono ai pompieri per attaccarsi all'acqua, e mi sono chiesta dove si attaccano i pompieri da noi, perché di idranti io non mi ricordo di averne visti.

La signora delle pulizie del palazzo in cui lavoro ogni giorno mi sorride e mi saluta, e se sto cercando le chiavi per l'ascensore mi schiaccia lei il pulsante del piano. Tutti salutano l'autista quando scendono dall'autobus, e l'autista risponde augurando buona giornata.
E anche i ragazzi che sono alla cassa del posto in cui vado a prendermi il pranzo sono sempre ultra gentili (anche se immagino che con loro c'entri il marketing) e mi creano ansia da prestazione, perché non sempre capisco quello che mi dicono e faccio un sorrisino da scema e borbotto un "thank you" sorridendo.
Sono tutti davvero super gentili, ed è strano in una società che ha inventato mille sistemi per evitare il contatto diretto tra le persone, puoi fare praticamente tutto online, ma le persone fuori ti sorridono e ti augurano una buona giornata.

E ancora: praticamente su ogni confezione alimentare trovi scritte che assicurano che il cibo contenuto non contiene grassi, zuccheri, colesterolo, sostanze cancerogene, OGM, o altre cose dannose. Sembrano tutti ossessionati dal cibo sano e dalla vita sana, tutti corrono, fanno sport, vanno in palestra. Ma non era questa la patria degli obesi e del cibo spazzatura?

Non ho ancora fatto molto la turista perché fa caldo ed è umido, ma ho visto i fuochi del 4 luglio, una protesta davanti alla Casa Bianca, i cerbiatti nel campus di Georgetown, e il Vietnam Veterans Memorial.





Sono abituata a questa partenze più o meno improvvisate, con più o meno aspettative, per periodi più o meno lunghi, ma questa volta, per la prima volta, sento di avere qualcosa a cui tornare. Una casa a cui appartengo, con dentro un uomo che amo e un gatto che adoro. In un paesino minuscolo, che dovrebbe andarmi stretto ma in cui invece mi trovo bene, con le mie abitudini che cambiano ma restano in fondo sempre le stesse.