CHI SIAMO

Elbane di nascita, giramondo per (IN)vocazione.

Paci, la maggiore delle due (nonché penultima in carica di 5 fratelli), manifesta fin dall'infanzia il desiderio di evadere dallo scoglio e riesce a convincere i genitori a mandarla a Milano per frequentare il liceo (in un collegio di suore, ma questa è un’altra storia). In seguito si iscrive alla facoltà di lettere a Pisa, e non contenta delle ottime prospettive lavorative che la laurea conseguita le offriva, ci prova anche con un affascinante quanto (in)utile dottorato in filologia classica a Bologna. Oltre a renderla un'esperta mondiale su Alcibiade, il dottorato le permette di trascorrere un anno a Parigi, facendole assaggiare il fascino di vivere in una vera metropoli. Finito il dottorato, a causa degli scarsi introiti, si ritrova a vivere in un paesino sperduto sulle colline toscane. Così, ricongiungendosi con il suo passato, va a vivere in una casa che sembra un mausoleo, circondata dai cimeli di 4 generazioni di antenati. Le sue occupazioni principale diventano quindi la cucina (con risultati non sempre all’altezza delle aspettative) e la trascrizione delle lettere dal fronte del bisnonno Cornelio alla bisnonna Augusta, riguardanti per lo più le reciproche indisposizioni, iniziativa che le dà comunque modo di mettere a frutto la sua esperienza di filologa. Dopo un anno di isolamento decide di evadere dal suo eremitaggio e questo blog è il diario della sua fuga.

A seguire, in ordine di nascita non di importanza, Marialuisa. Minore di 5 fratelli ed affettuosamente chiamata Finimola. Già dal soprannome affibbiatole in tenera età era chiaro che con lei i genitori (e non solo loro) erano arrivati al capolinea. Trascorre sullo scoglio 19 anni, cimentandosi in qualunque attività proposta dai locali: pizzo al tombolo, trekking sulle montagne, danza classica e moderna, clarinetto, pianoforte, volontariato e vari (quanto vani) tentativi di imparare una lingua straniera. Convinta di essere il futuro della fotografia giornalistica del XXI secolo, si trasferisce a Roma per studiare all'Accademia di Belle Arti dove realizza che forse era stata un tantino precipitosa. Senza darsi per vinta comincia a lavorare quasi subito, dapprima come barista, poi come assistente falegname (in un altresì chiamato “laboratorio di scenotecnica”, per chi ama essere preso in giro), ma il fegato, segnato da queste due esperienze, le consiglia di dedicarsi ad altro ed è così che inizia a lavorare come assistente scenografa. Dopo la prima esperienza su un set, capisce che l'amore è dolore e  decide di intraprendere la via del masochismo. Partecipa a produzioni di notevole pregio e valore intellettuali quali “Io e mamma”, “Mamma detective”, “Il commissario Manara”, “Carabinieri” e “I Cesaroni”. Nessuna candidatura al David, ma si fa le ossa per tentare la fortuna: nel 2009 si trasferisce a Londra per un master in production design e per cercare il suo posto al sole.

Nonostante percorsi divergenti, sono accomunate dall'Augusta Genitrice, da una insana passione per le serie tv americane (di una “Mamma per amica” recitano a richiesta interi dialoghi), dall'amore per la lettura, in particolare per i polpettoni storici, dal gusto della sperimentazione culinaria (secondo una collaudata formula “cucina-mangia-lava”: costanza cucina, entrambe mangiano, chicca lava), dall'abilità nell''intrattenersi a vicenda con versi animali e dalla capacità di non sentirsi in imbarazzo a parlare di sé in terza persona e, adesso, da questo blog.