giovedì 2 dicembre 2010

ESAME IN VISTA



Il silenzio degli ultimi giorni è dovuto non alla mancanza di pensieri profondi da spargere nell’etere, bensì alla preparazione dell’esame DITALS. Per superare il suddetto esame, che fornisce una sorta di certificato di insegnante di italiano per stranieri, mi sono dovuta sorbire 2 settimane di corso intensivo, 130 ore di tirocinio, e soprattutto un esame della durata di ore 6 (circa). Per superare detto esame è richiesta la lettura di numero 10 libri (dalle 200 alle 300 pagine ciascuno). Ora, nessun problema, non me lo ha ordinato il medico, e francamente se sono riuscita a superare l’esame di glottologia (quello con il prof. Lazzeroni, ma chi non l’ha fatto non può capire cosa intendo) non sarà certo questo a spaventarmi. Oltretutto è la prima volta che studio su delle dispense (nella facoltà di Lettere Antiche ante-riforma le dispense non esistevano, talvolta esistevano dei malloppi di fotocopie di vari articoli, capitoli di libri, estratti, che qualche caritatevole studente aveva anni addietro provveduto a mettere insieme e a consegnare in una copisteria a futuro utilizzo), e oggi ho addirittura scoperto che esistono delle lezioni fatte dall’Università Ca’ Foscari su Youtube (non credo occorra precisare che neanche di queste disponevamo, nel modernissimo dipartimento di Filologia Greca a Pisa).
Quindi sto in casa e studio, bevo tè e faccio schemi, va benissimo, anche perché fuori fa freddo e non avrei comunque voglia di uscire. Però … se posso dire … ma in quanti modi diversi si può dire la stessa cosa??? Quante questioni di lana caprina si possono fare prima di svenire di noia (e detto da una che si è occupata di filologia greca per anni è molto grave)? Tra l’altro ad avere tempo (che non ho, dal momento che l’esame è lunedì prossimo) ci sarebbero tante cose interessanti da approfondire, ma no, per l’esame sembra che abbiano selezionato solo gli argomenti più ripetitivi, pallosi e sostanzialmente inutili.
Vabbé, magari funzionerà come per l’esame di geografia, uno lo fa nella speranza che prima o poi torni utile (anche se ancora non mi si è rivelata utile la conoscenza della teoria di Christaller).