venerdì 10 dicembre 2010

LA MIA LISTA DELLA COSE COSI' COSI'

Sullo stimolo di questo blog, e perché in fondo le liste ora vanno di moda, e soprattutto perché non ho assolutamente voglia di rimettermi a studiare il Quadro Comune Europeo, ho deciso di proporre una nuova lista, la Lista delle Cose Così Così, quelle che potendo vorresti cambiare ma "forse si può cominciare domani perché in fondo non è poi così importante, e ho già tante cose da fare, a combattere contro questa cosa ci penso domani".
1.      la pubblicità, che è odiosa, ma in fondo è una occasione per fare un po’ di zapping, andare in bagno, fare una telefonata, mettersi il pigiama.
2.      l’attesa in stazione, che non è divertente, ma ti dà tempo di comprare quelle riviste che non compreresti mai se non avessi da aspettare, o di studiare l’orario e venire a conoscenza di paesi sconosciuti, dandoti così modo di dire “certo che conosco Vattelappesca, non è quel paese subito prima di …”
3.      il frigo vuoto per due ordine di motivi: innanzi tutto perché è una occasione per far finta, almeno per un giorno, di non essere un’idrovora mangiatutto e di tenerci almeno un po’ alla linea; e perché è occasione per dare libero sfogo alla fantasia, con risultati il più delle volte disastrosi, ma talvolta sorprendenti
4.      il cambio armadi. Di solito faccio a Natale quello invernale e ad agosto quello estivo, ma finisco per scoprire capi di abbigliamento che avevo dimenticato di avere e che giacevano nell’oblio da anni, ma che scopro essere tornati di gran moda questa stagione
5.      la pioggerellina autunnale. La odio, rende i miei capelli uno schifo, se apri l’ombrello ti senti ridicola perché in realtà quasi non piove, se non lo apri ti infradici e rimani infreddolita tutto il giorno, e trovare un modo per odiarla un po’ meno non è stato facile, ma qualcosa forse ho trovato: i cappelli! Quando c’è sole non si portano, quando piove non servono, ma sono il riparo migliore per la pioggerellina autunnale!
6.      questo mi porta agli ombrelli, di cui per anni ho voluto ignorare l’esistenza. “Se piove non esco”, questa è stata la mia filosofia per un certo periodo … fin quando ho dovuto capitolare e li ho dovuti accettare. Li odio perché li perdo, mi bagnano la borsa, sono ingombranti e si rompono sempre quando servono, ma servono, e finché non avrò la possibilità di accendere o spegnere la pioggia a mio piacimento, mi devo adattare.
7.      la suoneria del cellulare. Il mio cellulare non suona, vibra soltanto, motivo per cui perdo l’80% delle chiamate. Bisognerebbe tornare alle vecchie suonerie, quelle che fanno solo drin-drin. D’altra parte è un telefono, se uno ha voglia di ascoltare musica si prende un i-pod e se la ascolta, o si chiude in casa con lo stereo a palla, ma non impone i propri (scellerati) gusti musicali a chiunque abbia la malaugurata occasione di trovarsi seduto nello stesso scompartimento di treno. Quindi sì alla suoneria, a patto che sia tradizionale.
8.      la manicure e la pedicure, odio soprattutto quando ti levano le pellicine con quei terribili strumenti di tortura medievale. Ma dura poco e subito dopo arriva lo smalto!
9.      lo shopping. Lo so che in quanto donna dovrei essere geneticamente programmata per amare lo schopping, ma io odio entrare nei negozi affollati, provarmi i vestiti nei camerini, la commessa che cerca di appiccicarti di tutto, uscire dal camerino con il vestito da sera indossato sopra i calzettoni a righe, o i pantaloni troppo lunghi da scorciare che ti fanno sembrare Cucciolo. Odio tutto questo, ma dal momento che talvolta serve, ok allo shopping, a patto che sia fuori stagione, la mattina presto, con le idee ben chiare in mente.
10.  iniziare un libro e scoprire dopo 20 pagine che non mi piace. Dal momento che qualcosa dentro di me mi impedisce di lasciare un libro a metà, mi costringo a finirlo, condannandomi a serate di lettura forzata pur di finirlo in fretta. Alle volte però scopri che in fondo non era poi così male, e non ho ancora trovato un libro che non mi lasci assolutamente niente, c’è sempre qualcosa che alla fine scopri di ricordare, che ti può tornare utile in un altro momento.
Non è stato facile trovare proprio 10 cose, ma alla fine queste cose, che in genere non sopporto, hanno finito per starmi un po’ meno antipatiche.