sabato 18 dicembre 2010

VENERDI' 17

può capitare che uno (anzi, una, cioè io) parta un venerdì 17 alle 10:15 da portoferraio per andare a san miniato per una riunione sul suo imminente viaggio in burkina. può capitare che la nave ci metta due ore (invece di 1) per attraccare causa nebbia. può capitare di aspettare 40 minuti al freddo e sotto la pioggia il bus per campiglia marittima. può capitare che all'arrivo del suddetto pulman (in ritardo, dal momento che, a causa della neve caduta pochi km nell'interno, ha dovuto cambiare il proprio tragitto e affrontare una peregrinazioni in mezzo a campi innevati), dicevo all'arrivo del bus alla stazione di campiglia marittima gli ignari passeggeri potrebbero vedersi sfilare sotto il naso due treni, uno diretto verso sud, l'altro verso nord. può capitare di dover aspettare un paio di ore prima dell'arrivo del treno successivo, in una stazione che non brilla certo per i servizi ai passeggeri. può capitare di riuscire a salire su un intercity in arrivo con più di 2 ore di ritardo da salerno verso torino.
a questo punto possono capitare tutta una serie di cose, forse collegate con la neve, forse dovute all'incompetenza di alcuni o di molti, forse al fatto che è venerdì 17, che fanno sì che questo treno, partito da campiglia marittima verso le 14, arrivi a livorno (distanza circa 70 km) verso le sei del pomeriggio. a questo punto può capitare di restare fermi un paio di ore, senza alcuna assistenza (il treno era partito da salerno alle 6 della mattina, alcuni passeggeri erano ... come dire ... un pò agitati), senza alcuna informazione nè avviso in merito ai ritardi, con temporanei salti di corrente (e conseguente spegnimento del riscaldamento). dopo qualche ore capita può capitare di sentire di un treno in partenza verso pisa. uno (sempre io) corre al binario 3 e sale sul treno, che effettivamente dopo pochi minuti parte, per fermarsi dopo pochi minuti in aperta campagna (a quanto pare il problema era legato ai fili elettrici; durante l'attesa a livorno avevamo già visto una locomotiva andare a prendere un treno che si era fermato nello stesso punto, e che è stato spinto indietro SPENTO, ergo senza riscaldamento). dopo qualche ora capita che la solita locomotiva accorra anche in nostro aiuto, che ci voglia un'altra oretta per attaccare il treno alla locomotiva (evidentemente è una procedura lunga), e che spinga il treno a livorno, dove suddetto treno arriva alle 22:45.
capita che alla stazione tutti i treni siano segnalati IND, cioè, come scopro, "con ritardo indeterminato". a questo punto io (ormai è chiaro che questa odissea è autobiografica) mi fermo a dormire a pisa, da un fratello ospitale con la casa sotto sopra a causa di un trasloco rimandato per la neve.
la mattina alle 10 torno alla stazione, piena di buone intenzioni e di posivitivà. trovo la stazione gremita di persone, senza un controllore o un addetto delle ferrovie, con altoparlanti spenti e tabelloni che delirano a proposito di treni con 4 o 3 ore di ritardo. e là mi viene l'idea geniale: posso prendere l'autobus! in effetti gli autobus partono, uno di questi mi porta fino a cascina (che si pronuncia càscina, da non confondersi con cascìna), e mi molla ad una rotonda dicendomi di andare a cercare una navetta "là avanti" (sic!). ora, io non sono mai stata a cascina, "là avanti" non è un'indicazione precisa. comunque alla fine una fermata "là avanti" un km l'ho trovata, e dopo solo 40 minuti di attesa (non proprio piacevole, data la temperatura) passa una navetta che in un'oretta mi porta finalmente a pontedera (distanza 7 km).
a pontedera aspetto solo un'ora l'arrivo di un treno partito da piombino (coincidenze!) e in arrivo con 4 ore di ritardo. il treno, ridotto una specie di pattumiera su rotaie, mi deposita finalmente al binario 2 della stazione di san miniato-fucecchio




ma arrivata a san miniato purtroppo per me l'avventura non è finita, dal momento che la stazione si trova a san miniato basso, mentre io abito a san miniato alto. il tassista avverte di non potermi venire a prendere a causa di un servizio (bo?), aspetto per un'ora la navetta che ovviamente non arriva, in compenso arrivano i geloni ai piedi. a questo punto la calma buddista che mi aveva sostenuto per 27 ore comincia a vacillare. butto giù una sequela di epiteti non proprio lusinghieri indirizzati alle ferrovie, al tassista, e a tutto un pantheon di santi che non si era mostrato particolarmente attento alle mie esigenze.
terminata la litania mi devo arrendere all'unica soluzione possibile: avviarmi a piedi (circa 3 km in salita). dopo una decina di minuti di strada una telefonata salvatrice mi avverte che entro un'oretta possono venirmi a prendere, di fermarmi in un bar e aspettare. così faccio, e la macchina arriva, a salire però ci mettiamo 40 minuti causa problemi con le catene. arrivo a casa alle sei meno un quarto. a questo punto l'avventura è davvero finita, perchè trovo la casa calda e i piedi non ancora neri.
31 ore per percorrere 126 km. penso di non dover aggiungere altro, anche perchè le parole di incazzatura, indignazione, disperazione, rassegnazione, le ho già usate tutte.


dimenticavo: mentre ero sul primo autobus che mi portava da piombino a campiglia un messaggio in segreteria mi avvertiva che la riunione a san miniato era stata spostata a martedì, causa maltempo.