giovedì 31 marzo 2011

LE BURKINA SE RECHAUFE

Continuano le proteste da parte dei militari in Burkina. Giorni fa la città di Fada è stata teatro di una accesa manifestazione da parte dei militari. Il motivo è, ancora una volta, la condanna di un militare accusato di stupro di una quattordicenne, condanna ritenuta ingiusta da parte dei commilitoni. Quando parlo di manifestazioni accese intendo soldati che escono in strada sparando in aria e che saccheggiano negozi. Ieri l'altro notte a Ouaga hanno saccheggiato anche la casa del sindaco che a quando pare è stato ricoverato per qualche costola rotta. Ieri pomeriggio il presidente è finalmente uscito a parlare della situazione del paese, ma non ha detto sostanzialmente niente. Il governo si impegna a risarcire i commercianti che hanno visto i loro negozi saccheggiati, e a parlare con tutte le parti sociali per trovare un accordo e blah blah...
Intanto a partire da ieri notte coprifuoco dalle nove di sera alle sei di mattina su tutto
il territorio nazionale.
Prima gli studenti, poi i militari, qualcosa bolle in pentola. Si tratta di manifestazioni
spontanee e disorganizzate, ma il loro accumularsi non può essere casuale. I motivi di scontento sono tanti: l'arricchimento di pochi contro l'assoluta poverà di molti (grazie alla cooperazione internazionale in Burkina arrivano fiumi di soldi ma il passaggio dalla capitale riduce questi fiumi a dei rigagnoli), la corruzione endemica, l'impunità dei potenti. Non sono certo motivi nuovi, ma a questi si aggiunge in questo periodo l'aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e la crisi della Costa d'Avorio che minaccia gli interessi di quattro milioni di burkinabé emigrati e che stanno piano piano rientrando in patria.
E a questo, aggiungerei io, si aggiunge un movimento di rivolta contro i regimi che sta
mettendo in sobbuglio tutta l'Africa (non dimentichiamo che quest'anno in Africa si tengono ben 15 elezioni e già in Benin il candidato sconfitto si è autoproclamato nuovo presidente, dando luogo a delle contestazioni abbastanza accese). Ci sarà la rivoluzione in Burkina? ovviamente non ne ho idea, posso solo immaginare che un cambiamento, arrivati a questo punto, sia inevitabile (io poi mi domando sempre se un cambiamento al vertice possa davvero comportare un miglioramento per le condizioni di vita ella popolazione, ma vabbeh...). I burkinabé sono un popolo fondamentalmente mite, e anche se sento discorsi abbastanza infervorati di gente stufa dell'andamento delle cose che si augura una rivolta, anche sanguinosa, in realtà ho l'impressione che la maggior parte preferisca stare sull'uscio di casa a guardare che succede fuori.
E sinceramente non so cosa augurarmi.