venerdì 4 marzo 2011

VACANZE ANTICIPATE

La notizia è che, da lunedì scorso, tutte le scuole (TUTTE, di ogni ordine e grado) del Burkina Faso sono state chiuse, e che continuano le proteste degli studenti, che a Léo hanno incendiato la centrale di polizia. Ma sulla prima pagina del giornale locale c'era la rimessa in funzione del nastro trasporta-bagagli all'aeuroporto.
Ma cominciamo dal principio. Il 20 febbraio muore all'ospedale di Koudougou (a 100 km da Ouaga) lo studente universitario Justin Zongo. Sul certificato di morte si legge che il giovane era stato ricoverato per una meningite fulminante, ma i genitori ed alcuni amici sostengono che il ragazzo sia morto a seguito delle percosse subite presso il commissariato di polizia di Koudougou. Il giovane era stato interrogato in merito ad uno schiaffo dato a una compagna di corso; si dà il caso che questa ragazza sia figlia del comandante della polizia.
Il 22 febbraio scoppia la protesta tra gli studenti universitari, che chiedono giustizia contro questo abuso di potere. La città si trasforma in un campo di guerra, gli studenti incendiano edifici e macchine, la polizia spara ad altezza d'uomo e rimangono uccisi 2 o 3 studenti. Studenti di Ouaga e di altre città si uniscono alle proteste, e nel giro di pochi giorni altri disordini hanno luogo in altre città. In risposta a questi disordini, e per evitare ulteriori assembramenti di studenti, il ministero decide di chiudere tutte le scuole.
Ieri ho saputo che gli studenti si sono riuniti all'università di Ouaga e hanno deciso di fare oggi una marcia di protesta per chiedere le dimissioni dei ministri dell'istruzione e della sanità. Arrivano inoltre le notizie di altri atti di vandalismo commessi dagli studenti in altre città della nazione.
Questo è quello che sono riuscita a sapere, ma reperire notizie non è facile perchè i giornali e le radio non ne parlano; la connessione con la chiavetta è lentissima e spesso non riesce a caricare le pagine, e a causa delle continue interruzioni di corrente molti internet point sono chiusi. La maggior parte delle notizie mi vengono dai ragazzi che lavorano qua; non difendono gli atti di vandalismo degli studenti, anzi li condannano, ma al di là dei motivi della protesta attuale, cresce la rabbia sotterranea contro un sistema di potere corrotto, contro i continui abusi di potere e contro una ineguale ripartizione delle ricchezze. E certo le rivolte in Costa d'Avorio e in Libia vengono guardate con molta preoccupazione.
A Ouaga comunque è tutto tranquillo, la città si occupa ora del FESPACO, e non vuole sentir parlare di proteste.