domenica 3 aprile 2011

LEZIONI DI VITA AFRICANA

In questi mesi ho imparato e capito tante cose, e non potevo certo tenermele tutte per me, che egoista sarei stata?! Ecco allora alcune perle indispensabili appositamente selezionate per voi.
Se ti ritrovi nel piatto una cosa che sembra a tutti gli effetti un ... escremento di mucca, beh, potrebbe non esserlo, potrebbe essere un specialità tipica locale a base di miglio o qualcosa di simile. Basta aggiungere un pò di sale e olio e non è neanche male.
Affrontare le proprie paure è possibile. Nel caso specifico si può trovare un modus vivendi con un orribile geco che ti scorrazza per la camera
, si può imparare a vivere in un mondo invaso da orrendi lucertoloni dalla testa rossastra e si può vedere un rospo attraversare la terrazza restando immobili, senza gridare, e trattenendo il respiro (e dal momento che il rospo non è un animale velocissimo, il sospiro di sollievo alla fine è tutt'altro che metaforico).
Il mooré è una lingua difficilissima e forse quando ho dichiarato di volerlo imparare sono stata un filo troppo entusiasta. In tre mesi ho imparato a salutare e a chiedere della salute e della famiglia (o forse del lavoro? non lo so, comunque la risposta è sempre uguale) e a rispondere laafi (bene) o barka (grazie) a qualunque cosa ti dicano, una delle due di solito va bene, e hai il 50% di possibilità di azzaccare la risposta giusta.
Il caldo africano è sopportabile. Ma con l'aria condizionata si sopporta anche meglio.
Si può avere freddo con 35 gradi all'ombra? Sì! Mi è capitato di sentirmi chiedere di spegnare il ventilatore perchè faceva freddo.
Bisogna fare molta attenzione a dove ci si siede quando fa caldo. Se la sedia è di ferro, o peggio di plastica, si suda da morire e può capitare di alzarsi con un simpatico alone sul sedere. Poi spiegateglielo che non vi siete fatti la pipì addosso.
Sempre a proposito di sudore: sapete che si può sudare anche dalle caviglie?
Le zucchine qua non sono fatte tipo i cetrioli, cioè a forma di tubo e verdi, ma ovali e giallastre. E per una che non mangia zucchini per partito preso (cioè la sottoscritta. e no, non c'è una ragione vera, è solo che a 4 anni ho preso una decisione, e da allora ho sempre tenuto il punto) è duro doverlo scoprire solo DOPO averle mangiate.
La pazienza è la virtù dei forti, mi hanno detto. Se è vero io devo essere davvero fortissima. Perchè quando va via la corrente, l'unica cosa da fare è sedersi all'ombra e aspettare che torni. Magari dalle 9 di mattina alle 4 del pomeriggio.
La connessione lenta ha un vantaggio: è da quasi tre mesi che non riesco a caricare la pagina di un giornale italiano, con tutta la pubblicità e le foto che mettono sono troppo pesati. E non mi dispiace proprio per niente.

Last but not least, ho ridotto drasticamente il mio consumo di alcolici, quando meno nei locali pubblici. E non per un particolare riguardo al fegato (cosa che comunque non guasta, soprattutto dal momento che la profilassi anti malarica ci dà giù pesante), ma alla vescica. Questo dopo aver scoperto, magari alla seconda birra bella fresca, che il bagno del locale è un buco (letteralmente) senza luce e maleodorante (per usare un eufemismo), o che la porta sul retro dà ... direttamente nella strada.