sabato 6 agosto 2011

I LOVE HATE SHOPPING

Mercoledì pomeriggio dopo aver incassato il mio (magro) stipendio, ho deciso che era finalmente arrivata l'ora di affrontare il problema spese: non ho un portafoglio, o meglio ne ho uno più grande della borsa e che pesa mezzo chilo vuoto, ho bisogno di pantaloni corti, e anche la mia borsa attende ormai da mesi di essere mandata in pensione. Aggiungete poi che ci sono i saldi: il successo della mia impresa sarebbe dovuto essere assicurato. 
Dimenticavo la premessa essenziale: odio fare shopping. lo shopping (di abbigliamento e borse intendo) non mi gratifica, anzi, semmai mi deprime, mi annoia e insomma non mi piace. Per diversi motivi: le persone, le luci, i manichini, le commesse, la mia indecisione, detti così come mi vengono in mente, ma ce ne sono sicuramente altri.
Comunque mercoledì mi sono detta, vai, è il giorno giusto, non c'è tanta gente perchè tutte le persone sensate saranno sicuramente al mare e quelle che non ci sono andate staranno lavorando, hai le idee abbastanza chiare su quello che ti serve, hai un paio di ore libere e hai un pò di soldi in tasca.
Ma non facevo i conti con la mia intolleranza alle strategie di marketing. 
Punto primo: la musica discotecara dei negozi, lo so che dovrebbe dare l'idea di un posto ggggiovane, ma a me snerva e mi fa venire voglia di scappare. 
Punto secondo : i mega cartelloni "saldi al 70%" fuori dai negozi mi avrebbero dovuto far intuire che stanno raschiando il fondo del barile, ma incurante del pericolo entravo ugualmente. In media la merce in saldo era buttata letteralmente in un angolo, spiegazzata e disordinata, mentre il resto del negozio era occupato dai "nuovi arrivi". Ora, se 'sti fondi di magazzino li vuoi vendere, rendili vendibili, altrimenti lasciali negli scatoloni in cui giacevano dimenticati e amen! Perchè se io entro per cercare una maglietta estiva e il negozio è occupato da tailleur invernali, io la maglietta estiva neanche mi ci provo a cercarla, perchè vedere i miseri resti accatastati in fondo accanto agli articoli nuovi, ben ordinati e ben esposti, mi fa passare ancora di più la voglia di comprare!
E poi: 9,99 euro. Ma come si fa a non sentirsi presi in giro??? Ma davvero c'è chi vede una maglietta prezzata 9,99 euro e pensa: "wow che affare, costa meno di 10 euro, ora ne prendo 2 così risparmio un sacco di soldi"? 
Poi c'è il problema che io la moda non la capisco. Nonostante cinque anni di adolescenza milanese, a me le mode arrivano sempre un pò dopo, quando ormai sono già passate. Sto cominciando solo ora a pensare che forse sì, quest'inverno un paio di leggins potrei anche comprarli, e scopro adesso che i pantaloni corti estivi non esistono più. Cioè, o si comprano mutande di jeans, o pinocchietti. Posto che le mutande di jeans non le comprerò mai, adoro i pinocchietti e ne ho parecchi, ma fa caldo, e avrei tanto voluto comprare dei bei braconi larghi al ginocchio. Impossibile! Anche con il portafoglio non sono stata fortunata, perchè pare che una donna debba girare con un portafoglio che se ci metti dentro tre monete ti serve poi un trolley per portarlo. 
Per quanto riguarda la borsa poi altro buco nell'acqua perchè io non so scegliere, ma evidentemente non la pensano allo stesso modo i gestori di negozi di accessori, che accatastano modelli su modelli, ognuno in almeno tre tonalità diverse, e io dopo 3 minuti perdo le speranze e esco.
E comincio a farmi domande sul perchè certe cose che piacciono a tanti a me proprio non riescono a piacermi*, perchè devo sempre criticare tutto, perchè non mi accontento mai, ecc... e paranoie a manetta e shopping sempre meno.
Alla fine sono tornata a casa con due magliette (uguali a quella che stavo indossando) e due guide turistiche: a settembre si va a Barcellona e il prossimo viaggio è a Istambul! E sono sicura che appena ho tempo di rovistare un pò nell'armadio un paio di braconi di qualche anno fa li trovo di sicuro.


*Ecco, non c'entra niente, ma ce lo metto lo stesso. Un'altra cosa che a tanti piace ma che io non sopporto sono i macchinoni. Non solo i suv, intendo tutti i macchinoni, e con l'accrescitivo mi riferisco non solo alla stazza ma anche al prezzo. Perchè ogni volta che vedo un macchinone non posso non pensare a scene come quelle che ho visto ieri in un autogrill fuori Torino: un Maserati blu parcheggia davanti a noi, ne escono due vecchi panzoni e tre ragazze che a stento avranno fatto 60 anni in tre. E non erano le nipoti. L'ho sperato. Ma i due vecchi si sono avvinghiati a due delle ragazze mentre la terza rideva. Ecco, il macchinone io lo associo automaticamente a questi esemplari di esseri umani, che usano i soldi per sopperire a tutto quello che non hanno.