venerdì 25 novembre 2011

CREMA DI RISO PER CENA

Negli ultimi 3 mesi sono andata con cadenza quindicinale a Torino. Non per andare a trovare amici, mangiare bagna cauda o visitare la città, ma per effetto prolungato di una goffa caduta da cavallo avvenuta più di 15 anni fa che mi costò un incisivo. Sul momento il danno fu in qualche modo rattoppato ma quest'estate ho dovuto rassegnarmi ad un alquanto spiacevole - ma si spera più definitivo - intervento per rimediare a quella caduta. 

In questi mesi quindi Pier mi ha amorevolmente accompagnato più o meno ogni 15 giorni a Torino (5 ore di macchina ad andare, 5 ore di macchina a tornare), mi ha aspettato mentre sedevo a bocca aperta sotto le tenaglie del dentista, mi ha passato buste di ghiaccio, mi ha addirittura levato i punti. 
Ieri però per la prima volta non è potuto venire perché, a differenza me, lui un lavoro ce l'ha. Quindi sono andata in treno. Ma attenzione, questo post non vuole essere uno dei mille post di lamentela sui disservizi di Trenitalia, anche se devo dire che gli orari su quella tratta non sono proprio comodi. Per capirci: partenza la mattina alle 7:34 da San Miniato, arrivo a Pisa, attesa di UN'ORA, Frecciabianca per Genova, attesa di UN'ALTRA ORA, arrivo a Torino alle 14:40, anzi quasi le tre perché ha fatto dieci minuti di ritardo. A farmi compagnia parole crociate, telefono (che dopo un pò OVVIAMENTE si scarica) e Il gioco dell'angelo di Carlos Ruiz Zafon.
L'appuntamento era alle 3, quindi sono corsa dal dentista (seduta incruenta e poco fastidiosa) e pensavo di avere un paio d'ore di passeggio per il centro dal momento che non c'erano treni del ritorno prima delle 17:20*. Ma il dentista mi chiede se, dal momento che vuole farmi vedere dall'odontotecnico, posso prendere la metro ed andare al laboratorio, ché ci vuole pochissimo. OK, tanto non avevo molto da fare. Scendo in metro, 10 fermate in 15 minuti, esco, in 4 minuti sono al laboratorio, 5 minuti per foto e controlli vari, riparto, in 4 minuti sono di nuovo alla metro. Manca circa un'ora alla partenza del mio treno. Ce la faccio senza problemi no?
NO! Perché causa guasto tecnico la metro non passa. Aspetto 5, 10, 15 minuti, a questo punto rischio di non arrivare in stazione neanche con un autobus, quindi schizzo fuori dalla metro, vado alla ricerca di un autobus, lo trovo, arrivo in stazione alle 17:12, in tempo per fare il biglietto e prendere il mio treno.
Evvai!! Oddio, il treno è pieno a tappo e mi tocca restare in piedi, per fortuna ad Asti si liberano un sacco di posti e posso sedermi. A Genova prendo qualcosa da mangiare al volo e salgo sull'IC per Pisa. Avvolta dall'atmosfera gotica del Gioco dell'angelo, non mi accorgo di quello che succede intorno a me, non mi accorgo per esempio che il treno guadagna 25 minuti di ritardo.... che per fortuna recupera permettendomi di prendere la coincidenza per San Miniato alle 22:30. Arrivo a destinazione ore 23:06 (più o meno). 
Alla fine le tragedie sono state solo sfiorate, ho trascorso sì una giornata in treno ma ho quasi finito il libro (tra parentesi: bello bello. Appena ho tempo scrivo una recensione su Anobii), ma arrivo ugualmente rintronata e stanca. 
E Pier, che questa volta non mi ha potuto accompagnare ma che ha seguito via telefono tutto il viaggio, mi ha comprato la crema di riso. E stanca e con la testa che ancora vibra per il treno mi siedo in cucina e mangio la mia crema di riso, che non avevo mai assaggiato prima, ma che scopro essere davvero buona. O forse è quello che mi serviva, dopo una giornata così: un barattolo di crema di riso per cena.







* Non è del tutto vero: da Firenze a Torino c'è un Eurostar Freccia Rossa e ci mette meno di 3 ore passando da Milano. Costo della seconda classe solo andata 68 euro.