domenica 11 dicembre 2011

IL QUESTIONARIO DI PROUST

Il questionario di Proust si chiama così non perché lo ha inventato Proust ma perché lui lo ha reso famoso. Me lo sono trovato davanti per caso e ho provato a rispondere. Ed ho scoperto di non sapere tante cose di me, alcune risposte me le sono dovuta andare a scavare dentro, alcune risposte sono banali e superficiali, ad alcune risposte non ho proprio trovato risposta. Provateci anche voi.

Il tratto principale del mio carattere.
Un misto inestricabile di durezza e tolleranza. Ma andrebbe chiesto a chi mi sta intorno.
La qualità che desidero in un uomo. 
L’onesta, per prima cosa verso se stessi.
La qualità che preferisco in una donna. 
L’onesta, per prima cosa verso se stessi.
Quel che apprezzo di più nei miei amici.
La lealtà.
Il mio principale difetto.
La pigrizia e la superficialità che ne deriva.
La mia occupazione preferita.
Parlare. Forse non è la preferita ma è sicuramente quella che pratico maggiormente.
Il mio sogno di felicità.
Una mansarda con le pareti ricoperte di libri e il soffitto di vetro, una persona con cui condividerla, un lavoro soddisfacente, pochi amici ma buoni, salute e serenità per i miei familiari.
Quale sarebbe, per me, la più grande disgrazia.
Accorgersi di aver sbagliato tutto, e purtroppo mi è già capitato. La morte delle persone care, ed anche questo mi è già capitato. Tutto si supera.
Quel che vorrei essere. 
Soddisfatta.
Il paese dove vorrei vivere. 
Impossibile scegliere. Ogni volta che vado in un posto nuovo penso che mi piacerebbe viverci. Dovendo scegliere sceglierei vicino al mare, non una metropoli ma neanche un paesino.
Il colore che preferisco. 
Blu? Celeste? Rosso? Dipende da dove devono stare.
Il fiore che amo. 
Margherita di campo
L'uccello che preferisco. 
Il pettirosso e il gabbiano. Tra i due non riesco a scegliere. Il gabbiano è il viaggio, il pettirosso è la tranquillità di casa.
I miei autori preferiti in prosa. 
Victor Hugo.
I miei poeti preferiti. 
Non leggo poesia di solito. Dai ricordi scolastici tiro fuori Carducci, che descrive la mia terra.
I miei eroi nella finzione. 
Non mi piacciono gli eroi.
Le mie eroine preferite nella finzione. 
Come sopra.
I miei compositori preferiti. 
Bach da ascoltare, Chopin da suonare, Mozart da ascoltare e suonare.
I miei pittori preferiti. 
Tutti gli impressionisti.
I miei nomi preferiti. 
Dipende da chi li porta.
Quel che detesto più di tutto. 
La falsità, in primo luogo con se stessi.
I personaggi storici che disprezzo di più. 
I cortei di personaggi minori che hanno permesso e promosso e circondato le grandi dittature.
L'impresa militare che ammiro di più. 
Non ci sono imprese militari da ammirare.
La riforma che apprezzo di più. 
Quella che ha reso l’istruzione primaria pubblica, obbligatoria e gratuita.
Il dono di natura che vorrei avere. 
La costanza
Come vorrei morire. 
Senza soffrire
Stato attuale del mio animo. 
Sereno variabile.
Le colpe che mi ispirano maggiore indulgenza.
Quelle per eccesso di passione.
Il mio motto.
Fatti non foste a viver come bruti. Non è un motto ma lo ripeto spesso a chi cerca di giustificare le debolezze altrui (o le mie).

Adesso a voi la palla.