sabato 3 dicembre 2011

VANGELI E TATTOO

Siamo in crisi nera tutti, si sa, e anche il mercato delle ripetizioni (tanto amate dagli insegnanti, disoccupati o no) langue. Da agosto pubblico annunci per le ripetizioni e attacco foglietti ovunque ma chiamate zero. 
Finalmente la settimana scorsa mi telefona un ragazzo. Mi dice che ha problemi con una versione di greco. Ok, vieni domani alle 5 e già mi preparavo alla nuova magra ma comunque vitale entrata. 
Il ragazzo arriva, con tanto di cicchino in bocca, motorino smarmittato, mezza cresta e pantalone sbracato con vari campanacci attaccati. Lo faccio entrare e noto subito che gli manca quell'aria un pò sottomessa che caratterizza tutti gli studenti di fronte a un insegnante sconosciuto. Si siede e mi fa "Devo tradurre una frase dall'italiano al greco, che me la voglio far tatuare sul braccio". Con l'arabo era stato più facile, mi racconta, aveva fermato un marocchino che gliela aveva tradotta al volo (e mi mostra fiero il foglio con uno scarabocchio che, per qual che ne potevamo sapere sia io che lui, poteva significare qualunque cosa), ma quei citrulli del classico onn gli avevano saputo tradurre quella frase in greco. Per chi non lo sapesse non esistono neanche i vocabolari italiano-greco, non si fa MAI una traduzione dall'italiano al greco (in Francia lo fanno per l'aggregation, e passano anni a preparare quell'esame). Comunque io mi metto a tradurla, ma dopo 2 minuti Pier, che di mestiere fa l'inforatico (e mi sembra abbastanza significativo come particolare), trova la frase già tradotta su internet con tanto di spiriti e accenti (era una frase del Vangelo di Matteo (!!): "non giudicate per non essere giudicati". Bisogna dire che l'avevo già tradotta anche io ma avevo usato un verbo diverso per "giudicare"...) e la cosa si risolve velocemente. 


Ecco, a questo serve oggi il greco, a tradurre una frase con la quale (s)fregiare il corpo di un giovane con la cresta... e come se non bastasse ormai è un lavoro che possoon fare anche gli informatici.