domenica 28 settembre 2014

Se chiudo gli occhi ho ancora 10 anni, porto gli occhiali e sto rileggendo Piccole donne per la dodicesima volta

La lista chiamò e non potei sottrarmi.
Faccio però una premessa: fino alla fine delle medie sono stata una lettrice onnivora e compulsiva, ancora oggi mia sorella mi rinfaccia i pomeriggi passati in solitudine mentre io leggevo e rileggevo, libri nuovi e vecchi. Da quando aprivo gli occhi il libro mi seguiva a fare colazione, incastrato tra la marmellata e lo zucchero, mentre mi lavavo i denti, a scuola, il pomeriggio tra una lezione di pianoforte e una di tedesco, e la sera a letto quando riaccendevo la lampadina sul comodino di nascosto per finire solo quel capitolo.
In quegli anni di libri ne ho letti a centinaia, letti e riletti, fino a consumarne le pagine. E ogni tanto li ritrovo in qualche scaffale di soffitta, li apro e li sfoglio e mi sembra di tornare a quei pomeriggi infiniti.

1. Matilde di Roald Dahl. Penso di averlo letto almeno 10 volte. Non so se è davvero il primo libro che ho letto o se mi sono creata nella mia testa una storia, di me che inizio a leggere prestissimo e che come primo libro leggo quello di una bambina che inizia a leggere prestissimo.
2. Piccole donne, tutti e quattro i libri di Louisa May Alcott, anche questi letti e riletti a più riprese, ho sognato di essere Jo (e chi non lo ha fatto), di vivere nella sua scuola, mi sono innamorata di Laurie e poi del Professor Bhaer, ho preparato il the con le bambine della scuola di Jo. E in un momento non particolarmente felice dell'età adulta me lo sono andato a rileggere per provare ritrovare almeno sulla carta quell'atmosfera spensierata.
3. Gli otto cugini. Oddio penso di aver letto tutto della Alcott, ma questa in particolare me lo ricordo per l'effetto che ebbe su mia sorella, che alla scoperta della morte di Charlie si rifiutò di finire il libro per solidarietà, e non sono mai riuscita a farle finire il libro e a farle scoprire che alla fine Rose (?) si consola presto con un altro cugino (oltre a questo un altro lutto afflisse l'infanzia della sister, ovvero quello per la morte di Nemesek dei Ragazzi della Via Paal)
4. Sandokan. Come si fa a sceglierne uno?
5. Ascolta il mio cuore, di Bianca Pitzorno. C'è un episodio che ancora mi torna in mente ogni volta che mi faccio una mangiata di pasticcini.
6. Una collana di cui non ricordo il nome, che raccontava di un gruppo di ragazzini avventurosi, di cui cercavo di emulare le gesta (solo che a me non capitavano mai i pirati o i contrabbandieri, e quindi mi limitavo a scavare buche nel giardino immaginando che fossero tunnel di salvataggio o tendere fili per casa per cattura il cane che ci veniva a dare la leccatina della buona notte).
7. Non trovo giusto escludere Dylan Dog e Diabolik solo perché sono fumetti. Letti e riletti anche questi, a casa di mamma c'è ancora uno scaffale in alto della libreria con i fumetti messi a doppio. Me li fece scoprire mia madre un giorno che ero rimasta a casa malata, e invece di portarmi un libro nuovo tornò a casa con una paccata di Dylan Dog e Diabolik.
8. La società dei gatti assassini, il mio primo giallo, protagonisti i gatti, e siccome in quegli anni vivevo circondata dai gatti ho provato a ritrovare in quelli veri i personaggi della finzione (ma i gatti sono sono cani e sfuggono a ogni tentativo di umanizzazione, come ho dovuto scoprire dopo anni di delusioni)
9. Speciale Violante. Non so perché questa storia mi è rimasta in testa tra tutti i Gaia Junior che mi sono letta, forse perché parla di ragazze normali in un paesino di provincia e io mi ci rivedevo un pò.
10. Da questa carrellata di ricordi non posso escludere il primo libri dei miei ricordi, che non ho mai letto, perché si è perso prima che imparassi a leggere. Non ricordo il titolo, doveva essere qualcosa tipo 365 favole della buona notte. Per anni me lo hanno letto per farmi addormentare, solo che io non mi addormentavo mai, e restavo nel letto a occhi chiusi a sognare di cambiare il finale della storia.

Sono andata a ricercare le copertine dei libri, e ringrazio Google Immagini che mi ha fatto tornare indietro con la memoria a quelle giornate senza pensieri.