venerdì 17 luglio 2015

America!

Sono a Washington da tre settimane, e la sensazione di essere un bambino in un negozio di caramelle sta piano piano diventando un'abitudine.

Qualche giorno fa andando in ufficio ho notato questi:

Ce ne sono praticamente ad ogni portone, servono ai pompieri per attaccarsi all'acqua, e mi sono chiesta dove si attaccano i pompieri da noi, perché di idranti io non mi ricordo di averne visti.

La signora delle pulizie del palazzo in cui lavoro ogni giorno mi sorride e mi saluta, e se sto cercando le chiavi per l'ascensore mi schiaccia lei il pulsante del piano. Tutti salutano l'autista quando scendono dall'autobus, e l'autista risponde augurando buona giornata.
E anche i ragazzi che sono alla cassa del posto in cui vado a prendermi il pranzo sono sempre ultra gentili (anche se immagino che con loro c'entri il marketing) e mi creano ansia da prestazione, perché non sempre capisco quello che mi dicono e faccio un sorrisino da scema e borbotto un "thank you" sorridendo.
Sono tutti davvero super gentili, ed è strano in una società che ha inventato mille sistemi per evitare il contatto diretto tra le persone, puoi fare praticamente tutto online, ma le persone fuori ti sorridono e ti augurano una buona giornata.

E ancora: praticamente su ogni confezione alimentare trovi scritte che assicurano che il cibo contenuto non contiene grassi, zuccheri, colesterolo, sostanze cancerogene, OGM, o altre cose dannose. Sembrano tutti ossessionati dal cibo sano e dalla vita sana, tutti corrono, fanno sport, vanno in palestra. Ma non era questa la patria degli obesi e del cibo spazzatura?

Non ho ancora fatto molto la turista perché fa caldo ed è umido, ma ho visto i fuochi del 4 luglio, una protesta davanti alla Casa Bianca, i cerbiatti nel campus di Georgetown, e il Vietnam Veterans Memorial.





Sono abituata a questa partenze più o meno improvvisate, con più o meno aspettative, per periodi più o meno lunghi, ma questa volta, per la prima volta, sento di avere qualcosa a cui tornare. Una casa a cui appartengo, con dentro un uomo che amo e un gatto che adoro. In un paesino minuscolo, che dovrebbe andarmi stretto ma in cui invece mi trovo bene, con le mie abitudini che cambiano ma restano in fondo sempre le stesse.