domenica 3 gennaio 2016

Outing #2

C'è una cosa che sento di dover ammettere, nonostante le mie arie da "non mi piace fare shopping, so che in quanto donna dovrei essere geneticamente programmata per amarlo, ma che volete farci, sono fatta così, un pò radical chic e lo shopping e i centri commerciali proprio non fanno per me", ed è che
AMO L'IKEA
Oddio, proprio amore non è, ma basta l'idea di andare a comprare qualcosa all'Ikea per farmi percepire un brivido di eccitamento da shopping.
Non so se è per la quantità di oggetti dai nomi impronunciabili, o per gli allestimenti che mi fanno venire voglia di vivere davvero in 42 metri quadri in cui c'è anche lo spazio per la cabina armadio e il ripostiglio delle scope, o per le soluzioni geniali, o per cos'altro, ma entrare all'Ikea per me significa entrare nel tunnel, ed è impossibile uscirne a mani vuote.

E così ieri mi sono trasformata nella moglie da incubo, e con la scusa fintamente accettabile di dover sostituire un carrellino che ho in cucina, ho trascinato Pier all'Ikea di sabato 2 gennaio. Ed era pieno. E abbiamo comprato un centinaio di euro di cose di cui in realtà non avevo bisogno, e solo l'abilità da centometrista di Pier è riuscito a non farmi prendere almeno un altro centinaio di euro in oggetti inutili.
Ed il bello è che vivo in una casa che sembra un mausoleo dell'antiquariato, in cui non c'è un pavimento pari o una parete diritta, e quindi almeno ai mobili veri e propri devo rinunciare, così come alla maggior parte degli accessori perché fanno a cazzotti con l'ammasso di anticaglie che che ci sono nel resto della casa. Ma l'Ikea è come una grande mamma che ha una sorpresa in serbo per tutti, e quindi riesco sempre a trovare qualcosa che in quel momento mi sembra irrinunciabile e che mi pare adattarsi perfettamente all'angolo in cui ho in mente di metterlo.

E vogliamo poi parlare di quando torno a casa e passo alla fase del montaggio? Non per vantarmi, ma nella mia vita ho montato una cassettiera MALM, un ANEBODA e ho anche passato un sabato mattina a martellare un FUTON (per la gioia dei miei vicini e del mio coinquilino nottambulo). Alla fine è sempre tutto lievemente tremolante, ma è come un marchio di fabbrica, quel tremolio ti ricorderà sempre che "sì, l'ho montato tutto da sola, senza l'auto di nessuno!".
Così anche ieri sera, dopo una furibonda canata con Pier (che non si fidava delle mie abilità di montaggio Ikea. Pfui, non sapeva con chi aveva a che fare, ma gliel'ho fatto capire io..) ho montato il mio carrellino, e ho sistemato l'altra mezza dozzina di oggetti inutili in giro per casa.

Questo idillio è macchiato da una sola irrilevante ombra: l'anno scorso hanno aperto l'Ikea anche nella città in cui abitavo, e ho fatto per scherzo il test per vedere se potevo lavorare all'Ikea. 
In realtà l'ho fatto due volte, perché la prima volta non ho letto il risultato; allora l'ho fatto fare anche a Pier per vedere se a lui usciva, ed al termine delle domande è uscita una cosa tipo "ehi, benvenuto tra noi collega". Allora l'ho rifatto anche io, e al termine delle domande è uscito (per la seconda volta) "grazie per averci provato": l'ennesimo amore non corrisposto???