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Visualizzazione dei post da Settembre, 2011

PARTIRE E' UNA RINASCITA

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Mi piace viaggiare per almeno un milione di motivi. Tutto sommato non mi interessa poi molto la meta, l’importante è partire. Probabilmente dipende dalle mie origini isolane: quando ero piccola prendere la nave anche solo per andare a Piombino mi sembrava una festa, una evasione dalla normalità, mille cose nuove da guardare e da fare. Con il tempo questa passione per le partenze è rimasta, e lo testimoniano i miei continui spostamenti nazionali e extranazionali. È il semplice fatto di spostarsi, di vedere un metro più in là di dove stavo prima. Poi mi piace tornare e riscoprire cosa ho lasciato, ma nell'animo resto sempre un pò nomade. Appena tornata, anzi già mentre ritorno, penso a dove potrei andare al prossima volta. Ai miei studenti di italiano alle volte faccio fare un test, di quelli che si trovano sulle riviste per l’estate, per introdurre il tema del viaggio; una delle domande chiede cosa significhi per loro un viaggio mal riuscito. Ogni volta che propongo questo esercizio…

TRENI E SCELTE

(regionale Viareggio-Pisa, circa ore 12 di qualche giorno fa)
"Papà, cosa si può studiare all'università?" "Ma... non so...tante cose..." "Medicina no, non mi ispira fare il medico" "Devi studiare sei anni e forse anche di più ..." "Ma scusa, ma non puoi studiare a casa? Devi per forza andare all'università?" "No, un pò segui le lezioni, un pò stai a casa con noi..." "E poi, in cosa altro ci si può laureare? Medicina, poi?" "Ingegneria" "Ma qualcosa tipo per diventare (rumore di treno) lingue... o tipo avvocato..." "Sì, puoi studiare legge. Poi c'è filosofia, ma quella è per geni. Poi a filosofia fai tutte le lezioni vicine, nell'arco di 30 metri fai tutto, mentre a legge ti devi spostare, devi uscire" "Ok, allora faccio legge" ...
Non devo più dimenticare le cuffie per l'mp3 a casa quando prendo il treno.

AAA CERCO LAVORO

Rieccomi disoccupata e alla ricerca di un lavoro. Nessuna tragedia, era un impiego stagionale e lo sapevo quando ho iniziato che a settembre avrei finito. Ma essere disoccupata è una condizione che odio, e non solo per l'aspetto economico, che comunque incide notevolmente. E' che detesto non avere niente, o comunque poco, da fare, perchè non riesco a godermelo questo niente o comunque poco da fare, mi fa sentire terribilmente in colpa, quindi mi sveglio ugualmente presto la mattina per ciondolare tutto il giorno alla ricerca di qualcosa che dia un senso alla giornata. Che poi non è che non abbia proprio niente da fare, devo cercarmi un lavoro. Ed è una faccenda seria: curriculum in tre lingue, lettere di presentazione, ricerche e attese...  Il fatto è che dopo tre anni di dottorato e un anno inutilmente perso alla ricerca di borse post-doc ho deciso di optare per un piano B. Bella l'idea del piano B, l'idea della flessibilità, niente è per sempre e la tua vita può cambi…

ICARO VOLA

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Pensavo, e non da ieri, che è bello avere qualcuno che ascolta i tuoi desideri. Ed è ancora meglio quando questo qualcuno li ascolta e cerca di esaudirteli, per quanto possibile. E' per questo che ieri ho volato!!! Su un ultraleggero, un P92 per l'esattezza. 36 minuti a 150 metri da terra, a guardare tutto dall'alto, in compagnia di Ercole, un pilota baffuto. Niente paura, volo meraviglioso, anche se c'era un pò di vento, decollo e atterraggio come su un materasso. Certo, quando ho visto l'aeroplanino (ino ino) tirato fuori dall'hangar su un carrellino, e quando a un certo punto, dopo quelli che mi sono sembrati due metri di rincorsa, mi sono accorta di avere l'aria sotto di me... non è paura, mi fidavo del pilota, ma... insomma, se fossimo fatti per volare avremmo le piume e le ossa cave!! Ma il pensiero è durato due minuti, i restanti 34 me li sono goduti completamente. Ovviamente non posso esimermi dall'aggiungere il mio contributo da neo-icaro alla q…