giovedì 28 luglio 2011

mi sento un velocipede

Nell'ultimo mese non ho dormito per una settimana di fila nello steso letto. Detta così potrebbe suscitare lussuriosi pensieri, lo so. Ohimè c'è ben poco di lussurioso nei miei ultimi spostamenti! Mai come in quest'ultimo anno mi sono sentita una pallina da ping pong. da maggio questa è stata la mia vita: Londra, San Miniato, Elba, Ostia, Malta, Roma, Elba, San Miniato, Londra, San Miniato, Pisa, San Miniato, Elba, San Miniato, Pisa, San Miniato, Firenze, Elba, Roma, Londra, San Miniato, Elba... da Lunedì aggiungerò l'amena ipercoop di Altopascio alla lista, ultimamente si tava facendo monotona.
L'altro giorno, quando quel santo di Pier mi è venuto a prendere a Pisa per portarmi a San Miniato, cambiare la valigia,  andare a dormire a Pisa e il giorno dopo mi ha dato uno strappo in aeroporto mi fa: adesso capsico perchè il blog si chiama "Sorelle in Movimento".
Voglio comprarmi una valigia nuova, la mia mi ha rotto. Visto che tanto ormai fa parte del mio guardaroba, voglio poterma cambiare ogni giorno. Potrei fare la sponsor di valigie.....che dite? E nel frattempo la Paci fa le liste. Possiamo aggiungere la valigia alla lista dei prossimi acquisti da fare?


mercoledì 13 luglio 2011

ESTATE

Non mi si prospetta una grande estate. Lavorerò sempre, zero possibilità di organizzarmi neanche tre giorni fuori, dal momento che scopro di settimana in settimana - per non dire di giorni in giorno - orari e luogo di lavoro. Inoltre mi pagano una vera miseria quindi non vedo neanche verosimile la possibilità di una vacanza posticipata, perché se alla fine delle vacanze avrò risparmiato qualcosa mi basterà a malapena per offrire una cena a quella povera anima che per colpa mia sopporterà con me i bollori estivi del Valdarno.

Poi però ho scoperto di avere un jolly.



Dopo una giornata di caldo e lavoro, perdersi nel tramonto sulla spiaggia con un panino in una mano e una birretta nell’altra davvero non ha prezzo.

venerdì 8 luglio 2011

PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

Trovo sempre più affascinante questa mania delle liste. Ti costringe a fare ordine, razionalizzare e, vuoi o non vuoi, a creare gerarchie nell’anarchia dei pensieri*. Quindi ricompaio dopo un paio di mesi di latitanza con una bella lista nuova nuova: la liste delle 10 cose da fare prima che sia troppo tardi. Precisiamo, “prima che sia troppo tardi” nel senso che sono cose che mi piacerebbe fare, ma che continuo a rimandare per le ragioni più svariate, perché ci sono altre cose che prendono il sopravvento, perché me ne dimentico, perché in quel momento magari non ho voglia. Non si tratta per lo più di desideri impossibili, e magari metterli per iscritto e confessarli qua pubblicamente mi darà la spinta necessaria per cominciare a spuntare la lista.

1. Volare. Mi piacerebbe avere il coraggio di fare bungee jumping, ma mi nascondo dietro la scusa della miopia. Dicono infatti che si rischia il distacco di retina per il contraccolpo, ed io in quanto cecata (cecata vera, di due occhi non faccio 7 diottrie totali) sono già a rischio. È una vigliacchissima scusa, la realtà è che ho una paura matta e mi serve un dito dietro cui nascondermi. Ma buttarsi da un ponte appesi per un piede non è l’unico modo per provare l’ebrezza del volo, anche se è forse il più emozionante. Esistono anche il deltaplano, il paracadutismo o quella specie di gommone con le ali che vedo ogni tanto volare sopra il mare d’estate. Ecco, una di queste cose prima o poi mi piacerebbe provarle
2. Visitare una serie di posti che mi affascinano da sempre, vuoi per le letture, vuoi per i racconti di chi ci è stato, posti come la Siria e il Libano, la Russia ed i Paesi Scandinavi, l’Iran e l’Islanda.
3. Studiare l’arabo. Prima di tutto per un motivo puramente intellettuale, vedere cioè come funziona la struttura di una lingua non indo-europea (ci ho già provato con il moré, e non desisto, ma la mancanza di un insegnante mi rallenta non poco), e poi perché mi affascina la cultura dei paesi arabi e perché in gran parte dei paesi che mi piacerebbe visitare si parla l’arabo.
4. Mettere in ordine le innumerevoli  pile di fotocopie che periodicamente mi invadono la casa e che vengono di volta in volta nascoste in uno scatolone. Vorrei trovare un sistema permanente di catalogazione.
5. Leggere Alla ricerca del tempo perduto di Proust. Io amo i mallopponi da leggere, alla Guerra e Pace o I Miserabili. Me lo ero portato in Burkina, pensando che il tempo lungo africano mi avrebbe permesso almeno di cominciare l’opera. Ma non avevo fatto i conti con le interruzioni di corrente.
6. Svuotare l’armadio da vestiti e scarpe che non metterò mai (più). Per pigrizia a ogni cambio metto i superstiti delle passate stagioni in fondo all’armadio, con il risultato che mi ritrovo a volte con pile di pantaloni immettibili (per foggia o colore ormai totalmente inguardabili, o più semplicemente perché completamente usurati) che mi perseguitano, in particolare le mattine in cui sono in ritardo e dovrei vestirmi al volo.
7. Andare in Grecia e passare tre giorni sull’Acropoli. Nonostante una laurea e un dottorato in greco, ci sono stata solo al liceo, per 5 giorni, in un periodo della mia vita in cui ero più interessata alla vita notturna che alle rovine classiche. Per qualche anno ho provato a organizzare una vacanza, poi ogni volta subentravano problemi di varia natura, e ho deciso di smettere di organizzare. Prima o poi ci andrò, deve solo capitare.
8. Ricominciare ad andare a cavallo. L’ho fatto per anni da ragazzina, ci ho anche rimesso un incisivo, mi piaceva da morire, ci passavo le giornate, poi a Milano conobbi il lato snob dell’equitazione, e per me, abituata alle passeggiate in montagna e ai galoppi sulla spiaggia, fu una delusione. E così smisi.
9. Imparare a cucinare sul serio. Ogni tanto impiastro qualcosa in cucina, ma non sempre ne ho voglia e soprattutto non mi piace cucinare per gli estranei, perché non accetto critiche, sono già abbastanza ipercritica per conto mio, e sentirmi dire “io avrei messo più sale” mi mortifica e mi demoralizza. Ma mi piace, è l’unica attività in cui mi sento un po’ artistica, e vorrei avere la voglia e il tempo per dedicarmici con più continuità.
10. Imparare a giocare a bridge. Mia madre ogni anno mi dice di iscrivermi al corso, ma sono sempre troppo in movimento, e il bridge ha bisogno di tempo e concentrazione. Ma credo mi piacerebbe.

Non pongo limiti di tempo, anche perché certi desideri potrebbero essere di difficile realizzazione (per esempio l’Iran al momento mi sembra una destinazione a rischio), ma il solo fatto di avere una lista mi rende propositiva!


*Nel mio caso si tratta di un ordine puramente apparente, perché in media le liste accuratamente redatte si moltiplicano, si dividono, si accorpano con altre liste, fino a perdersi nei meandri di tasche, borse e quaderni.