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Visualizzazione dei post da 2013

Pasta al tonno e biscotti

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Botta di malinconia senza senso che arriva all'improvviso, quando al supermercato vedi due studenti che fanno la spesa. Pane, biscotti, wurstel e tonno.
Ci sono dei piatti che ho mangiato solo durante il periodo universitario: la pasta al tonno e la piadina. E quelle pappine liofilizzate all'aroma di asparagi, carciofi o altro.
Quando sono arrivata all'università ho mangiato insalata condita con la maionese per tre settimane, perché non sapevo cucinare neanche un uovo al tegamino, e mi vergognavo a confessare la mia ignoranza alle coinquiline. Quindi mangiavo l'insalata e fingevo pure mi piacesse.
Poi sono arrivate le cene tutte insieme, la pasta al tonno, le piadine di mezzanotte, le pappine di ritorno dalla palestra.
Poi ho cambiato città e anche nazione, e quando sono tornata era ormai finito da un pezzo il tempo della pasta al tonno*.
Adesso la pasta di quando non so cosa fare e "in frigo non c'è niente di niente" è una ben più elaborata pasta con acc…

ED E' DI NUOVO NATALE

Tanto atteso quanto temuto. Perché significa che è passato un anno dal Natale scorso, che siamo invecchiati un pò di più, e che siamo ancora a metà dell'inverno. Trascorrerò questo Natale dei miei 30 anni lassù, in quel paesino che, vuoi o non vuoi, è stato una delle molle che hanno dato vita a questo blog. Nella ricerca di parole felici che possano descrivere questo evento, oggi riesco a trovarne solo una: speranza. Anche io sono succube degli anni che passano, con la costante paura di non vivere abbastanza tutte le possibilità che la vita ti pone davanti. Il continuo timore di non fare abbastanza esperienze, di non vivere abbastanza, perché la nostra generazione è troppo concentrata a tirare avanti, a guadagnarsi la pagnotta (quando ne ha la possibilità), ad aver paura che se non sali sul treno oggi domani andrai a piedi, che finiamo per non godere di quello che dovremmo: i nostri famigerati 30 anni. Costretti a chiederci l'un l'altro: e tu cosa farai da grande? Siamo g…

UN SABATO QUALUNQUE

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Un sabato qualunque, una decina di persone sorridenti, una sala bellissima, ed una firma su un foglione pieno di sigle burocratiche.  Ci siamo sposati.  Quasi di nascosto, e voglio rassicurare tutti che non lo sapeva nessuno, quindi nessuno è stato escluso. Abbiamo deciso di celebrarlo così, in privato, perché non ci piacciono le feste con più di 10 persone, perché non ci piace tutta la retorica che c'è intorno ai matrimoni, perché non ho mai desiderato mettermi un vestito lungo fino ai piedi, né bianco né di nessun altro colore, perché quando c'è troppa confusione io vorrei solo andare via, perché ci piace dedicare tutta la nostra attenzione a chi abbiamo di fronte. E adesso la festa continua perché bisogna festeggiare con gli amici, un po' alla volta, una risata dietro l'altra, un giorno dopo l'altro.

QUESTA E' UN'ALTRA STORIA

Con un grande piccolo senso di colpa mi accorgo che sono mesi e mesi che non scrivo. Vogliate perdonarmi. In principio era il verbo. Ovvero, chiamandosi il nostro blog Sorelle in Movimento, e non allontanandomi da ormai quasi due anni dalla Capitale, pensavo che non avevo nulla di interessante od attinente da scrivere (cosa che, pur scrivendo, può rimanere una verità). Idea opinabilissima, tant'è che mentre rientravo da lavoro, mi son detta che pure la terra si muove ma sembra che stia ferma, quindi, che ho meno io rispetto alla Terra? qualche milione di anni? Verissimo, ma io non sono una palla colorata che passa i secoli a girare intorno ad un'altra palla colorata (GIALLA E ROSSA, e qui non possiamo dirgli nulla, lo ammetto)... risultato: ecco che scrivo.
Che è successo in questi mesi? Che è successo in questi due anni? OO
Questa è un'altra storia...

ESTATE

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L'estate sembra essere arrivata.
E con l'estate è arrivato il caldo immobile che impaccia le gambe e i pensieri. Ma anche la voglia di gelato e di frutta dell'estiva. La voglia di mare (che poi la mia voglia di mare spesso si ferma lì, alla voglia, perché al mare ci vado solo qualche ora nel week end, passo 10 minuti con i piedi nell'acqua, tre ore a dormicchiare o leggere sotto l'ombrellone e poi me ne torno a casa, accaldata ma soddisfatta). La voglia di vacanza, o anche solo di gita improvvisata. Le ballerine e i sandali. La pelle salmastra (quando ero piccola la detestavo, mentre adesso adoro quella sensazione di pelle che tira sotto la maglietta). I vestiti stesi al sole che si asciugano in 5 minuti (con mia grande gioia, dal momento che la lavatrice è una di quelle cose alle quali mi avvicino circa una volta al mese, quando ho finito ogni vestito pulito e la montagna da lavare rischia di straripare dal cesto). I tormentoni estivi (anche se io in genere sono …

VIAGGI

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Nelle ultime settimane ho visitato due posti meravigliosi che non conoscevo.
Questo*:
e questo (anche se la fioritura è un pò indietro):

Per quanto vituperato, viviamo proprio in un bel paese.



* Anche se parlano di riaprire il carcere, per il momento Pianosa resta disabitata. Sull'isola non si può fare quasi niente da soli perché è zona protetta del Parco (se fare il bagno in quell'acqua voi lo chiamate niente). Si può però dormire nell'albergo gestito da alcuni detenuti rimasti sull'isola e durante il giorno fare delle visite guidate a piedi, bici o kayak. E soprattutto godersi il fascino di questa perla del mediterraneo, delle sue voci e dei suoi fantasmi.  Penso proprio che ci tornerò...

DI CASE E DESERTI

Ho sempre trattato male Pisa.
I primi due anni di università consideravo il fatto viverci un castigo, dopo i cinque anni di "bella vita" milanese. Gli ultimi due anni di università non vedevo l'ora di scappare, e ho festeggiato quando sono andata a Bologna. Dopo quattro anni da girovaga sono tornata a Pisa e continua a non piacermi. Continuo a sentirla un'opportunità persa; con tutti gli studenti che ci sono dovrebbe essere una città vivace, allegra, ed invece la sento apatica e fannullona. Il primo maggio ho deciso di non intasare le strade verso mare e montagna, ma di andare a fare una passeggiata in giro per Pisa. Che a parte l'arteria centrale era praticamente deserta. Solo studenti accigliati, con un esame alle porte che passavano il giorno di festa in casa sui libri, usciti per comprare le sigarette o per cercare qualcosa da mangiare veloce.  A me piacciono le città deserte, nude di persone, mi affascinano da sempre. Ho cercato le città deserte dovunque, s…

BUON COMPLEANNO A ME

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Perché bisogna festeggiare il compleanno? Cioè, perché festeggiare il primo giorno del nuovo anno e non l'ultimo dell'anno che sta per finire? Insomma, questi 31 anni mi sono piaciuti, sono stata con le persone che amo, ho trovato un nuovo lavoro, ho imparato delle cose nuove, ho viaggiato, e ovvio che ci sono stati momenti no, ma fa parte della vita. Insomma, è stato un anno buono e stasera festeggio la sua fine.  E domani festeggerò il primo giorno dei 32.  Quindi ... buon compleanno a me oggi ... e domani :-)


NOTTE

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Voglio ricordarmi tutto. Anche i momenti di noia, anche i momenti di angoscia o di rabbia. Anche le serate come questa, sprofondata in una poltrona ad ascoltare i cani nella valle, con mia madre che sonnecchia nella poltrona accanto.

RIFLESSIONI SPARSE - 1

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A casa da poche ore, ho sfatto la valigia, ho fatto un lungo e caldissimo bagno per togliermi di dosso tutta la polvere accumulata in tre settimane, rimetto a posto e riprendo posto in casa. Questo soggiorno è stato breve ma molto intenso. Per il numero di ore di lezione effettuate e per discorsi fatti e sentiti, che hanno rischiato e rischiano ancora di farmi perdere speranza in quel mondo. Ma contro le cose che non puoi cambiare è inutile lottare, meglio fare quello che si può e poi si vedrà.
Il mio viaggio di ritorno è durato troppo, causa lunghissimo scalo a Parigi. Dieci ore ad aggirarsi per l'aeroporto, che non sembra neanche appartenere neanche alla stessa galassia del Burkina dal quale sono partita cinque ore prima. Dopo una notte praticamente insonne, stretta tra due corpulente signore che mi dormivano addosso, appena sbarcata sono praticamente svenuta sui divanetti del terminal M dell'aeroporto Charles de Gaulle. I divanetti sono comodissimi, e quando a un certo pun…

A POCHI GIORNI DAL RIENTRO

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Quest'anno con la connessione non ho avuto fortuna, quindi per leggere i miei racconti africani dovrete aspettare il mio ritorno in Italia, e ormai mancano pochi giorni. Anche se devo ammettere che tre settimane sono state davvero poche e rapidissime, e, a parte un milione di ore di lezione, non ho avuto tempo di fare e vedere molto altro. Approfitto però di una connessione a scrocco tre note: innanzi tutto il Burkina è arrivato per la prima volta nella sua storia in finale di Coppa d'Africa e, anche se hanno perso, a Ouaga hanno festeggiato per due giorni; la cooperazione è una cosa difficile, molto difficile, e non basta avere buone intenzioni; a caval donato non si guarda in bocca, quindi se ti regalano un caprone ringrazia, caricalo sul tetto della macchina e portatelo a casa senza protestare, e non protestare neanche quando, dopo tre giorni che lo pascoli amorevolmente, lo trovi fatto a pezzi in cucina.  A presto.


"EFFETTI COLLATERALI"

Da Mali, la guerra avanza. Effetti collaterali in Burkina Faso.
"Gli occhi neri di Martine, che ha appena compiuto 2 anni, raccontano in un attimo la storia di una bambina minuta, malnutrita e bellissima, che chiede a chiunque le si presenti davanti di essere presa in braccio. Proprio come fanno tutti i piccoli, semplicemente bisognosi di essere toccati e rassicurati, assetati come sono d'affetto e attenzioni, ospiti dell'orfanotrofio "Casa Matteo", costruito dieci anni fa dal Movimento Shalom Onlus e Coop Italia, qui a Gorom Gorom, a circa 60 chilometri dal confine con il Mali. La sorte di Martine e di altri 26 ragazzini, dai 10 mesi ai 6 anni, è a rischio ora che la guerra al di là del confine sta dando i suoi primi effetti tragici, con ondate di profughi maliani che scappano dalla sanguinosa infiltrazione dei gruppi islamici nelle formazioni indipendentiste di etnia Tuareg, che nell'aprile 2012 avevano rovesciato il governo di Amadou Toumani Touré, senza …

SI RIPARTE

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E così si riparte. Direzione Burkina, per i corsi di italiano. Quest'anno in realtà avevo quasi perso le speranze, e invece a sorpresa l'anno nuovo ha portato la notizia.


Poche settimane per preparare tutto, e anche se ormai dovrei sapere cosa e come, ho accumulato mille foglini di liste di cose da portare, altre da fare, altre da pensare...
Intanto sono venuta a casa a salutare mamma e mi godo un pò di mare invernale.


In questi mesi ho fatto cose nuove, ho imparato tante cose, che non avevo mai fatto prima e che non pensavo avrei mai fatto. Magari qualcuna di queste cose nuove saranno utili anche là.

La colonna sonora di questi giorni di preparativi è questa:


Ho guardato i post indietro per vedere che foto avevo già messo e ho riletto i post di prima di partire la prima volta. Sembra un'altra vita ... eppure... in fondo, prima di ogni partenza c'è sempre quel misto di eccitazione e preoccupazione che non cambia.