giovedì 30 dicembre 2010

PICCOLE SODDISFAZIONI

riuscire ad entrare in un vestito cucito su misura più di 5 anni fa (un abito medievale, con stecche nel corpetto e gonna a sbuffo),  nonostante le abboffate natalizie, nonostante i chili messi su negli anni e il rifiuto a sottopormi a qualunque forma di dieta, nonostante la mia dipendenza cronica da cioccolato amaro, è sempre una gran soddisfazione. doverne uscire dopo 5 minuti di apnea con la faccia bluastra è tutto sommato un prezzo accettabile.

domenica 26 dicembre 2010

QUALCHE DETTAGLIO MEDICO

dal momento che questo blog nasce anche come diario del viaggio in burkina, non posso omettere i preparativi, proprio tutti i preparativi, compresi quelli meno piacevoli.
dunque, martedì e mercoledì sono andata a farmi le vaccinazioni. premetto che ho il terrore di ospedali e siringhe. già l'odore di disinfettante che si respira a 10 metri da un ospedale mi fa tremare le ginocchia (il fatto che io abbia deciso volontariamente e coscientemente di entrare in un ospedale dovrebbe essere una conferma sufficiente della motivazione che mi spinge a partire). ero accompagnata da sorella e genitrice, che con moine e/o occhiatacce dovevano impedire che io fuggissi alla vista del primo ago. ce l'ho fatta. ho seminato un paio di figurette che neanche la bambina di tre anni in sala d'attesa avrebbe fatto, ma non sono scappata.
alla fine di queste due giornate, le vaccinazioni fatte sono: febbre gialla (puntura sottocutanea nel braccio, obbligatorio per entrare in Benin, Burkina Faso, Camerun, Congo, Costa d’Avorio, Gabon, Ghana, Liberia, Mali, Muaritania, Niger, Repubblica Centroafricana, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, Sao Tomè e Principe, Togo e Guyana Francese. la certificazione di vaccinazione deve essere rilasciata dal ministero della salute in apposito librettino giallo da conservare con il passaporto);
richiamo polio, difterite e tetano, vaccinazione contro meningite e epatite a (per un totale di 4 punture, di cui 3 intramuscolo, e dal momento che le braccia erano finite si sono accaniti anche sul mio povero fondoschiena);
tifo, paratifo e colera (in pillole);
per la malaria non esiste vaccinazione, solo una profilassi (anche questa in pillole).
comunque a quanto mi dicono, pare che gli ospedali laggiù curino la malaria molto bene. la domanda allora potrebbe essere: e perchè continua ad essere una delle principali cause di morte in africa? per un semplice motivo: in burkina (non so negli altri stati africani) tutta la sanità è privata, e le medicine costano più o  meno come qua, cifre impossibili per una persona che guadagna 100 euro al mese.
da notare che io, a parte la febbre gialla (per la quale ho pagato circa 20 euro), non ho pagato niente perchè vado come volontaria.
alla fine qualche ragione per apprezzare questo sfacelo di paese in cui viviamo si trova...

sabato 25 dicembre 2010

PENSIERINI NATALIZI

Nella piazza sotto casa il comune ha messo, come ogni anno, un albero di natale. Siamo in periodo di crisi e le decorazioni sono quello che sono. Per rendere l'atmosfera un pò più natalizia hanno attaccato al tronco del povero abete un amplificatore che diffonde da giorni musica varia. Qualche mente geniale ha deciso di mixare canzoni di Natale e di cartoni animati con la peggior musica tamarra da discoteca degli ultimi 10 anni. Speriamo che l'anno nuovo porti a questa persona un momento di ripensamento.

Perchè continuano a mettere i canditi nei panettoni?

La nostra famiglia non tiene in molta considerazione il Natale. Oggi per esempio passeremo la mattinata ad appendere quadri, dipingere pareti, spostare radiatori rotti e montagne di mattonelle.

Ho scoperto, con grande piacere, che i bambini giocano ancora col crystal ball, col das (che adesso è colorato) e con il pongo, non sono tutti succubi della playstation! Come l'ho scoperto? L'ho regalato per natale a mia sorella. Ha 27 anni ma ha gradito (spero).

Il Natale prevede la scelta tra due opzioni metereologiche: neve o sole. la pioggia non è assolutamente natalizia (babbo natale, mi senti??).

sabato 18 dicembre 2010

VENERDI' 17

può capitare che uno (anzi, una, cioè io) parta un venerdì 17 alle 10:15 da portoferraio per andare a san miniato per una riunione sul suo imminente viaggio in burkina. può capitare che la nave ci metta due ore (invece di 1) per attraccare causa nebbia. può capitare di aspettare 40 minuti al freddo e sotto la pioggia il bus per campiglia marittima. può capitare che all'arrivo del suddetto pulman (in ritardo, dal momento che, a causa della neve caduta pochi km nell'interno, ha dovuto cambiare il proprio tragitto e affrontare una peregrinazioni in mezzo a campi innevati), dicevo all'arrivo del bus alla stazione di campiglia marittima gli ignari passeggeri potrebbero vedersi sfilare sotto il naso due treni, uno diretto verso sud, l'altro verso nord. può capitare di dover aspettare un paio di ore prima dell'arrivo del treno successivo, in una stazione che non brilla certo per i servizi ai passeggeri. può capitare di riuscire a salire su un intercity in arrivo con più di 2 ore di ritardo da salerno verso torino.
a questo punto possono capitare tutta una serie di cose, forse collegate con la neve, forse dovute all'incompetenza di alcuni o di molti, forse al fatto che è venerdì 17, che fanno sì che questo treno, partito da campiglia marittima verso le 14, arrivi a livorno (distanza circa 70 km) verso le sei del pomeriggio. a questo punto può capitare di restare fermi un paio di ore, senza alcuna assistenza (il treno era partito da salerno alle 6 della mattina, alcuni passeggeri erano ... come dire ... un pò agitati), senza alcuna informazione nè avviso in merito ai ritardi, con temporanei salti di corrente (e conseguente spegnimento del riscaldamento). dopo qualche ore capita può capitare di sentire di un treno in partenza verso pisa. uno (sempre io) corre al binario 3 e sale sul treno, che effettivamente dopo pochi minuti parte, per fermarsi dopo pochi minuti in aperta campagna (a quanto pare il problema era legato ai fili elettrici; durante l'attesa a livorno avevamo già visto una locomotiva andare a prendere un treno che si era fermato nello stesso punto, e che è stato spinto indietro SPENTO, ergo senza riscaldamento). dopo qualche ora capita che la solita locomotiva accorra anche in nostro aiuto, che ci voglia un'altra oretta per attaccare il treno alla locomotiva (evidentemente è una procedura lunga), e che spinga il treno a livorno, dove suddetto treno arriva alle 22:45.
capita che alla stazione tutti i treni siano segnalati IND, cioè, come scopro, "con ritardo indeterminato". a questo punto io (ormai è chiaro che questa odissea è autobiografica) mi fermo a dormire a pisa, da un fratello ospitale con la casa sotto sopra a causa di un trasloco rimandato per la neve.
la mattina alle 10 torno alla stazione, piena di buone intenzioni e di posivitivà. trovo la stazione gremita di persone, senza un controllore o un addetto delle ferrovie, con altoparlanti spenti e tabelloni che delirano a proposito di treni con 4 o 3 ore di ritardo. e là mi viene l'idea geniale: posso prendere l'autobus! in effetti gli autobus partono, uno di questi mi porta fino a cascina (che si pronuncia càscina, da non confondersi con cascìna), e mi molla ad una rotonda dicendomi di andare a cercare una navetta "là avanti" (sic!). ora, io non sono mai stata a cascina, "là avanti" non è un'indicazione precisa. comunque alla fine una fermata "là avanti" un km l'ho trovata, e dopo solo 40 minuti di attesa (non proprio piacevole, data la temperatura) passa una navetta che in un'oretta mi porta finalmente a pontedera (distanza 7 km).
a pontedera aspetto solo un'ora l'arrivo di un treno partito da piombino (coincidenze!) e in arrivo con 4 ore di ritardo. il treno, ridotto una specie di pattumiera su rotaie, mi deposita finalmente al binario 2 della stazione di san miniato-fucecchio




ma arrivata a san miniato purtroppo per me l'avventura non è finita, dal momento che la stazione si trova a san miniato basso, mentre io abito a san miniato alto. il tassista avverte di non potermi venire a prendere a causa di un servizio (bo?), aspetto per un'ora la navetta che ovviamente non arriva, in compenso arrivano i geloni ai piedi. a questo punto la calma buddista che mi aveva sostenuto per 27 ore comincia a vacillare. butto giù una sequela di epiteti non proprio lusinghieri indirizzati alle ferrovie, al tassista, e a tutto un pantheon di santi che non si era mostrato particolarmente attento alle mie esigenze.
terminata la litania mi devo arrendere all'unica soluzione possibile: avviarmi a piedi (circa 3 km in salita). dopo una decina di minuti di strada una telefonata salvatrice mi avverte che entro un'oretta possono venirmi a prendere, di fermarmi in un bar e aspettare. così faccio, e la macchina arriva, a salire però ci mettiamo 40 minuti causa problemi con le catene. arrivo a casa alle sei meno un quarto. a questo punto l'avventura è davvero finita, perchè trovo la casa calda e i piedi non ancora neri.
31 ore per percorrere 126 km. penso di non dover aggiungere altro, anche perchè le parole di incazzatura, indignazione, disperazione, rassegnazione, le ho già usate tutte.


dimenticavo: mentre ero sul primo autobus che mi portava da piombino a campiglia un messaggio in segreteria mi avvertiva che la riunione a san miniato era stata spostata a martedì, causa maltempo.

un pò di neve

 per sdrammatizzare la possibilità di rimanere inchiodati a Londra a passare il Natale, un pò di foto di Kingston sotto la neve...
Gabbiani coraggiosi sul Tamigi...
 Tornando a Casa.......


 Notare lo strato di neve sulla panchina... ore 12

 Questa era la situazione appena uscite di casa.... Nevicano tacchini vestiti da fiocco di neve...


giovedì 16 dicembre 2010

MARE INVERNALE

Il golfo in un giorno di tramontana


Residenti invernali



Un comitato di benvenuto mi accoglie festosamente



Presto però si dirige verso dei nuovi venuti


Nel frattempo i giovani fanno ricreazione


Ma presto suona la campanella e si rientra nei ranghi

NUMERI


In attesa di partire, un pò di numeri e dati vari trovati qua e là nel web*:

Religione: 50% islamica, animista e cristiana (di queste ultime le percentuali variano troppo da sito a sito per essere attendibili).
Lingue: quella ufficiale è il francese, ma quella parlata è la lingua
More.
05/08/1960 è la data di indipendenza dalla Francia
Area totale 274.200 km2 (quella dell'Italia è di 301.340 km2) di cui 400 km2 di acqua; terra irrigata 250 km2 (dati 2003).
Popolazione: 16.241.811, in maggioranza mossi. Le altre etnie presenti nel Burkina sono i gourmantche, i bissa, i gourounsi, i fulbe, i tuareg, i kassena. Il 46.2% della popolazione è sotto i 14 anni, il 51,3% tra i 15 e i 64, il 2,5% sopra i 65. L'età media è di 16.8 anni. Densità di popolazione 57,4/km2. L'aspettativa di vita è di 53.32 anni, e ogni donna ha in media 6.21 bambini. Il tasso di disoccupazione di 77% (2004), l'80% della popolazione occupata si dedica all'agricoltura e all'allevamento (fra le colture principali sorgo, miglio, mais, arachidi, riso e cotone)
Trasporti: il paese dispone di una rete ferroviaria complessiva di 600 km, ma è in fase di costruzione una linea che collegherà la capitale a Tambao che si sta sviluppando in virtù dell'attività estrattiva. Sono presenti anche circa 12 000 km di strade, di cui solo una piccola parte (circa il 16%) è asfaltata. L'unico aeroporto internazionale si trova nella capitale Ouagadougou, da Roma sono circa 9 ore di volo (3563 km).
Telefoni: linee fisse 176.000, cellulari 3.299 milioni (in italia rispettivamente 21.3
 milioni e 90.613 milioni)
Partner economici: Venezuela, Benelux, Italia, Francia, Costa d'Avorio, Singapore, Tailandia, Togo, India, Ghana
Dal 26 febbraio al 5 marzo si terrà a Ouagadougou il 22esimo FESPACO, il festival panafricano del cinema e della televisione
Il tasso di alfabetizzazione è del 28,5% (2005).
Clima: da luglio a ottobre, la temperatura media è tra i 30-32°C di giorno e 15-18°C di notte; da novembre a febbraio il clima è più fresco. Da marzo a giugno temperatura medie diurne di 40-45°C, notturne di 25°C.
Leggi: gli atti omosessuali sono punibili. È vietato fotografare persone in uniforme, installazioni militari e edifici pubblici (aeroporti, ponti ecc.). Le infrazioni alla legge sugli stupefacenti sono punite con diversi anni di incarcerazione. Le condizioni di detenzione sono precarie.
Calcio: i giocatori della nazionale sono chiamati Les etalons ("Gli stalloni").

*della cui attendibilità non mi prendo alcuna responsabilità, sono solo numeri e informazioni prese a caso su vari siti (incluso quello della CIA, che raccoglie informazioni di tutti i paesi)

mercoledì 15 dicembre 2010

predonate la volgarità del post

Leggo su fb lo "stato" di un'amica che chiedeva se è possibile calcolare il giramento di baigigi. Facendo una piccola ricerca per immagini e web su google, sono arrivata 2 risulati.

Uno di questo è la seguente immagine
il secondo risultato è la seguente domanda con le correlate risposte:

Come si misura il pisello? 

  • Basta andare in farmacia e te lo misurano li sul posto....come per la pressione!
  • Base maggiore x base minore x altezza diviso 2
  • Utilizzando il righello
  • Si misura col gognometro in base alla curvatura che ha con un calcolo matematico si arriva alla lunghezza
  • A questo proposito, ho letto su una rivista che c'è un modo scientifico per sapere la lunghezza del cosino senza misurarlo , ovvero senza toccarlo ( se la cosa ti fa impressione ) e sarebbe : misurare l'interno del piede, da sotto le dita fino all'inizio del tallone,

  • In millesimi
  • A occhio

  • In nodi marini
  • E' una misura di Einstein. Fai la misurazione a spanne e poi decidi se il valore è accettabile o se è meglio falsare il dato.
  • Dipende se è novello o primavera, di sicuro quelli della Findus hanno il sistema giusto per misurarlo! ;-)

  • Qui da noi in centimetri, negli stati uniti usano i pollici
 Si scoprono un sacco di cose sul web....

MATTINA SULLO SCOGLIO

Magari ti capita di svegliarti con un leggero mal di testa, e non avresti proprio voglia di uscire dal tepore del piumone. Poi ti decidi, affronti il pavimento gelido (perchè le pantofole durante la notte si animano e si nascondono) e ti avvii rabbrividendo verso la cucina.
Sorseggiando il caffé, ti decidi a guardare fuori dalla finestra e ti accorgi che in fondo è una bella giornata.


*la macchia nera in alto a destra è il mio dito, non l'arrivo di una navicella spaziale.

martedì 14 dicembre 2010

un buon inizio

Dopo una serie di giornate piuttosto deprimenti, finalmente oggi delle buone nuove!
Tutto è cominciato ieri sera, che sono rientrato dopo aver dato una mano ad un'amica (mi sono sentita utile e questo mi rende very happy), poi oggi, a parte Paolo (Fox) che mi dice in continuazione di stare un pò buonina, sarà grazie alla luna o no, non solo mi sento forte e vigorosa, ma le mie ricerche sono state più fruttuose del solito, ho ricevuto una chiamata inaspettata (e se ricordate è una delle cose che mi piacciono). Senza considerare che mi sono fatta un paio di risate per un video su un leone sfaticato ed una gazzella sfigata (a proposito, qualcuno mi dice come si fa a caricare i video qui???).

Inoltre la sorella grande ha concluso ieri la prima tappa del suo viaggio, il che speriamo sia di buon auspicio!

domenica 12 dicembre 2010

una lista per il buon umore

Andando avanti con questa storia delle liste ho deciso di farne una delle cose che mi piacciono.
Di base oggi mi sono svegliata con il mal di schiena, mi sono girata e rigirata nel letto pensando al ridente film che ho visto ieri sera (Blod Diamond), e da lì il cervello è partito per la tangente con una serie di pensieri e ricordi spiacevoli. Una volta alzata mi sono messa al pc nel vano tentativo di lavorare, ma poichè tutto sembra andare contro di me, ho deciso di fare una lista delle cose che mi piaccio (o almeno di alcune di esse).
In ordine sparso:
  1. la cioccolata
  2. il pollo al curry
  3. una birra al pub in buona compagnia /un buon bicchiere di vino
  4. accettare una buona proposta di lavoro
  5. (per andare sul poetico)una giornata nuvolosa che diventa bella e piena di sole (e qui ne abbiamo poche)
  6. una telefonata inaspettata (da qualcuno che sei contento di sentire)
  7. (per tornare sul poetico) il profumo della casa pulita (possibilmente da qualcun altro....:) )
  8. andare a dormire dopo una fruttuosa giornata
  9. guardare un bel film
  10. leggere un bel libro
  11. risolvere un problema difficile
  12. (per andare sul venale) avere abbastanza soldi da non dovermi continuamente preoccupare di arrivare a fine mese 
  13. passare una giornata di festa un un divano/letto comodo a guardare film/fiction con la sorella e mangiare ininterrottamente senza l'ansia di ingrassare
  14. partire
  15. essere circondata di cose belle (o che almeno corrispondano al mio gusto estetico)
  16. scoprire la città in cui vivo
  17. un gesto di amicizia inaspettato
  18. cliccare sul "mi piace" di fb
  19. (per quanto idiota)le emoticon di messenger 
  20. scrivere (e sentirmi profonda anche se non lo sono)
ora mi sento meglio? bhà, forse dovrei cantalo come diceva Maria (Tutti insieme appassionatamente)....
ma per la preservazione delle orecchie altrui è meglio se mi astengo....

venerdì 10 dicembre 2010

LA MIA LISTA DELLA COSE COSI' COSI'

Sullo stimolo di questo blog, e perché in fondo le liste ora vanno di moda, e soprattutto perché non ho assolutamente voglia di rimettermi a studiare il Quadro Comune Europeo, ho deciso di proporre una nuova lista, la Lista delle Cose Così Così, quelle che potendo vorresti cambiare ma "forse si può cominciare domani perché in fondo non è poi così importante, e ho già tante cose da fare, a combattere contro questa cosa ci penso domani".
1.      la pubblicità, che è odiosa, ma in fondo è una occasione per fare un po’ di zapping, andare in bagno, fare una telefonata, mettersi il pigiama.
2.      l’attesa in stazione, che non è divertente, ma ti dà tempo di comprare quelle riviste che non compreresti mai se non avessi da aspettare, o di studiare l’orario e venire a conoscenza di paesi sconosciuti, dandoti così modo di dire “certo che conosco Vattelappesca, non è quel paese subito prima di …”
3.      il frigo vuoto per due ordine di motivi: innanzi tutto perché è una occasione per far finta, almeno per un giorno, di non essere un’idrovora mangiatutto e di tenerci almeno un po’ alla linea; e perché è occasione per dare libero sfogo alla fantasia, con risultati il più delle volte disastrosi, ma talvolta sorprendenti
4.      il cambio armadi. Di solito faccio a Natale quello invernale e ad agosto quello estivo, ma finisco per scoprire capi di abbigliamento che avevo dimenticato di avere e che giacevano nell’oblio da anni, ma che scopro essere tornati di gran moda questa stagione
5.      la pioggerellina autunnale. La odio, rende i miei capelli uno schifo, se apri l’ombrello ti senti ridicola perché in realtà quasi non piove, se non lo apri ti infradici e rimani infreddolita tutto il giorno, e trovare un modo per odiarla un po’ meno non è stato facile, ma qualcosa forse ho trovato: i cappelli! Quando c’è sole non si portano, quando piove non servono, ma sono il riparo migliore per la pioggerellina autunnale!
6.      questo mi porta agli ombrelli, di cui per anni ho voluto ignorare l’esistenza. “Se piove non esco”, questa è stata la mia filosofia per un certo periodo … fin quando ho dovuto capitolare e li ho dovuti accettare. Li odio perché li perdo, mi bagnano la borsa, sono ingombranti e si rompono sempre quando servono, ma servono, e finché non avrò la possibilità di accendere o spegnere la pioggia a mio piacimento, mi devo adattare.
7.      la suoneria del cellulare. Il mio cellulare non suona, vibra soltanto, motivo per cui perdo l’80% delle chiamate. Bisognerebbe tornare alle vecchie suonerie, quelle che fanno solo drin-drin. D’altra parte è un telefono, se uno ha voglia di ascoltare musica si prende un i-pod e se la ascolta, o si chiude in casa con lo stereo a palla, ma non impone i propri (scellerati) gusti musicali a chiunque abbia la malaugurata occasione di trovarsi seduto nello stesso scompartimento di treno. Quindi sì alla suoneria, a patto che sia tradizionale.
8.      la manicure e la pedicure, odio soprattutto quando ti levano le pellicine con quei terribili strumenti di tortura medievale. Ma dura poco e subito dopo arriva lo smalto!
9.      lo shopping. Lo so che in quanto donna dovrei essere geneticamente programmata per amare lo schopping, ma io odio entrare nei negozi affollati, provarmi i vestiti nei camerini, la commessa che cerca di appiccicarti di tutto, uscire dal camerino con il vestito da sera indossato sopra i calzettoni a righe, o i pantaloni troppo lunghi da scorciare che ti fanno sembrare Cucciolo. Odio tutto questo, ma dal momento che talvolta serve, ok allo shopping, a patto che sia fuori stagione, la mattina presto, con le idee ben chiare in mente.
10.  iniziare un libro e scoprire dopo 20 pagine che non mi piace. Dal momento che qualcosa dentro di me mi impedisce di lasciare un libro a metà, mi costringo a finirlo, condannandomi a serate di lettura forzata pur di finirlo in fretta. Alle volte però scopri che in fondo non era poi così male, e non ho ancora trovato un libro che non mi lasci assolutamente niente, c’è sempre qualcosa che alla fine scopri di ricordare, che ti può tornare utile in un altro momento.
Non è stato facile trovare proprio 10 cose, ma alla fine queste cose, che in genere non sopporto, hanno finito per starmi un po’ meno antipatiche.

giovedì 9 dicembre 2010

la dura realtà della vita è che siamo 'misere vie di mezzo'

Dopo un breve scambio di opioni (concordanti) via mail con la sorella (quella grande), ho deciso di scrivere qui la perla di saggezza che ne è venuta fuori.
Misere vie di mezzo. è questo che siamo, (io e la sorella di sicuro,anche se penso che altri possano riconoscersi nella categoria).
Perchè ci sentiamo 'misere vie di mezzo'?ora lo spiego: vi è mai capitato di trovarvi inadeguati rispetto alla situazione che vi si pone davanti? magari non riuscite a trovare la soluzione di un problema perchè invece di fermarvi sulla superficie scavate scavate alla ricerca del tranello pensado che altrimenti sarebbe troppo semplice?o viceversa?a me capita spesso di sentirmi troppo sveglia o troppo dormiente rispetto alle situazione. ( e sono stata gentile, perchè con tutta onestà dovrei dire: troppo inteligente o troppo scema).
e questo perchè? perchè non sono certo un genio, e tanto meno sono scema (anche se alcuni potrebbero trovare opinabile quest'ultima affermazione).
la sorella si riconosce nella categoria.
Ecco spiegato perchè siamo 'vie di mezzo', ovvero, nè abbastanza geni da fregarcene di tutto il resto e  guardare alle cose dal mondo dall'alto della nostra eminente autostima, nè abbastanza sceme da non realizzare che siamo sceme
il 'misere' è conseguenza dell'assenza di pecunia momentanea......
la cosa è deprimente, anche se mal comune mezzo gaudio.

giovedì 2 dicembre 2010

ESAME IN VISTA



Il silenzio degli ultimi giorni è dovuto non alla mancanza di pensieri profondi da spargere nell’etere, bensì alla preparazione dell’esame DITALS. Per superare il suddetto esame, che fornisce una sorta di certificato di insegnante di italiano per stranieri, mi sono dovuta sorbire 2 settimane di corso intensivo, 130 ore di tirocinio, e soprattutto un esame della durata di ore 6 (circa). Per superare detto esame è richiesta la lettura di numero 10 libri (dalle 200 alle 300 pagine ciascuno). Ora, nessun problema, non me lo ha ordinato il medico, e francamente se sono riuscita a superare l’esame di glottologia (quello con il prof. Lazzeroni, ma chi non l’ha fatto non può capire cosa intendo) non sarà certo questo a spaventarmi. Oltretutto è la prima volta che studio su delle dispense (nella facoltà di Lettere Antiche ante-riforma le dispense non esistevano, talvolta esistevano dei malloppi di fotocopie di vari articoli, capitoli di libri, estratti, che qualche caritatevole studente aveva anni addietro provveduto a mettere insieme e a consegnare in una copisteria a futuro utilizzo), e oggi ho addirittura scoperto che esistono delle lezioni fatte dall’Università Ca’ Foscari su Youtube (non credo occorra precisare che neanche di queste disponevamo, nel modernissimo dipartimento di Filologia Greca a Pisa).
Quindi sto in casa e studio, bevo tè e faccio schemi, va benissimo, anche perché fuori fa freddo e non avrei comunque voglia di uscire. Però … se posso dire … ma in quanti modi diversi si può dire la stessa cosa??? Quante questioni di lana caprina si possono fare prima di svenire di noia (e detto da una che si è occupata di filologia greca per anni è molto grave)? Tra l’altro ad avere tempo (che non ho, dal momento che l’esame è lunedì prossimo) ci sarebbero tante cose interessanti da approfondire, ma no, per l’esame sembra che abbiano selezionato solo gli argomenti più ripetitivi, pallosi e sostanzialmente inutili.
Vabbé, magari funzionerà come per l’esame di geografia, uno lo fa nella speranza che prima o poi torni utile (anche se ancora non mi si è rivelata utile la conoscenza della teoria di Christaller).

mercoledì 1 dicembre 2010

beata giovinezza

Ehhhhhh sì, ci stavo pensando oggi mentre ero sotto la doccia -sono una grande pensatrice sotto la doccia, non chiedetemi come mai ma è come se in quei pochi minuti l'acqua che mi scivola sulla testa diradasse quella nebbia che avvolge costantemente la mia materia grigia....colta la battuta????....vabbè, non importa ad ogni modo- ma quanto era bello quando eravamo giovani ed innocenti e del mondo sapevamo poco e punto? Personalmente adoro aver raggiunto l'età della ragione (almeno credo di averla raggiunta ohimè), perchè in un certo senso è bello avere le idee più o meno chiare su quello che ti circonda, dare il giusto valore alle cose ed agli accadimenti della vita, ma d'altro canto, quando questa coscienza ancora non ci aveva raggiunto e ci disperavamo per un brutto voto a scuola, o meglio ancora quando soffrivamo terribilmente perchè il compagno più carino della classe non ci aveva salutato entrando in aula? il bello è che soffrivamo davvero! Non era finzione, era dolore puro, una fiocinata nel petto che lasciava allo scoperto tutti i nostri organi... insomma, Grey's Anatomy Junior... e la cosa esilarante è che 9 casi su 10 il compagnuccio carino era perso cotto di noi ma semplicemente non ci aveva salutate perchè non ci aveva visto o era timido e si vergognava come un ladro a salutarci per primo.
Senza tutte queste barbosaggini del lavoro, della famiglia, la responsabilità e bla bla bla
io per altro ero (e nonostante la ragione ottenuta con l'età, ancora rimango) la regina dei drammi esistenziali!
Vabbè, questo pensiero profondo è scaturito dalle mie letture che, ancora una volta, riguardano un polpettone storico con relativa storia d'amore... (Katerine e John, si, sempre loro)....ed ora torno alle mie carte sudaticce.